RUBRICA DI FILOSOFIA: LA MITOLOGIA E LE SUE FAVOLE ANTICHE



Torna la rubrica frutto dell’incontro tra Valsassinanews e Francesca Manzoni (laureata magistrale in filosofia e scienze filosofiche). L’autrice della rubrica ha collaborato negli anni con diverse associazioni locali –  creando brevi scritti, articoli, momenti e incontri a tema filosofico, gratuiti ed aperti a tutti, riscontrando molto interesse per la materia.

Ecco il suo contributo di oggi, redatto appositamente per i lettori di VN:

Atlantide e i mondi perduti - Clark Ashton Smith - copertina“Verrai con me ad Atlantide? Là, per vie di marmo giallo e azzurro, scenderemo ai moli d’oricalco e sceglieremo una galea con le vele in seta di Tiro e la polena d’oro che rappresenta Eros (…). “

-Il ciclo di Atlantide- Clarke Ashton Smith (1926)

Questo invito affascinante ci fa salpare a vele spiegate verso la leggendaria Atlantide. Paradiso in terra, sorgeva nel mezzo dell’oceano Atlantico, oltre i confini del vecchio mondo conosciuto: le colonne d’Ercole.

Il pensiero di Platone - 427 a.C.-347 a.C. - ÓrganonIl primo a raccontarne le meraviglie è Platone, nei dialoghi Timeo e Crizia del IV sec. a.C. collocandone la storia nel 9.600 a.C.

Regno idilliaco, dove uomini e natura coabitavano in pace e prosperità con il favore del dio dei mari Poseidone, Atlantide conobbe infine la cupidigia insita nell’umana natura, guadagnandosi le ire del potente Zeus e la sua implacabile punizione. “In sol giorno e notte di disgrazia” sprofondò negli abissi oceanici, estinto.

Atlantide è solo uno dei moltissimi miti nati nell’antica cultura greca e giunti sino ai nostri giorni con tutto il loro incanto. La mitologia è l’insieme di tutte queste narrazioni e nasce in risposta a due quesiti cardine: quello sulle origini del mondo e quello relativo alle origini dell’uomo.

Mythos (dal greco) significa racconto, una storia che porta in se una certa dose di verità, e tenta di spiegare gli avvenimenti del creato attraverso il piacere, tutto umano, di raccontare. “Favole” ricche di simboli e fascinazione capaci di attrarre l’attenzione e spiegare verosimilmente ciò che gli occhi non possono vedere, quello che al mero materialismo sfugge.

Il mito è “senza tempo”, si dipana in quel “illo tempore” che indica un’epoca remota capace di dilatarsi e annullare le distanze. Il racconto mitologico rivivere dunque in un eterno presente avvolgendo in un moto perpetuo e suggestivo chi vi si accosta, rendendolo partecipe e spettatore allo stesso tempo.

Nessuna descrizione della foto disponibile.La mitologia ellenica è vastamente popolata da molteplici creature che vigilano e custodiscono tesori misteriosi, mostri che attendono in agguato, fanciulle bellissime e luoghi incantati dove il sangue e le speranze degli eroi si mescolano a quelle di dei e comuni mortali.

Tutto aveva un’esatta collocazione. La dimora degli dei, era situata al di sopra delle bianche nubi che ammantavano la cima del monte Olimpo, il più alto della Grecia, posto tra Macedonia e Tessaglia non lontano dal mar Egeo.

Illustrazione del monte olimpo con grandi templi e creature mitiche estetica moderna | Foto PremiumQui vivevano, fra i fasti, in meravigliose costruzioni, attorniate da giardini rigogliosi e pergolati, e godevano di un cielo sempre azzurro che il vento non osava disturbare. Zeus ne era il capo supremo ed abitava con la moglie Hera in un palazzo d’oro.

Attorno a questo palazzo si trovavano le abitazioni delle altre divinità che formavano il concilio degli dei celesti : Afrodite, Atena, Demetra, Hestia, Artemide, Apollo, Hermes, Dioniso, ed Hefèsto, con un nutrito seguito di servitori ed una corte di divinità minori tra cui le Muse, le Cariti, le Ore, Temi, Iris, le Moire, Ebe e Ganimede.

A dominio dei mari era posto Poseidone, che abitava nelle profondità dei flutti un palazzo ornato di oro e perle con la moglie Anfitrite e l’acquatico seguito fra cui: Nereo, Proteo, i Tritoni e le Sirene.

Lo sposo di Persefone | Tutto quello che c'è da sapere sul dio AdeL’oltretomba – forse il regno più affascinante – era governato da Hades che con la sua bellissima sposa Persefone vigilava sulle ombre dei morti. L’Erebo o regno dei morti, era un luogo tenebroso il cui suolo era ricoperto di asfodeli (o fiori dei defunti) dei quale si cibavano coloro che in vita non erano stati ne buoni ne cattivi. Posto nelle insondabili profondità terrestri, l’Erebo era circondato dai fiumi Stige, Acheronte, Flegetonte, Cocito ed il Lete che induceva l’oblio sulla vita terrena.

Caronte il barcaiolo, traghettava le anime al di là delle acque e Cerbero, cane con tre teste impediva ai morti di uscire. Una volta dentro, i condannati finivano nei tormenti del Tartaro, mentre i beati nei Campi elisi per godere della meritata ricompensa. Anche qui, una gran numero di divinità minori formavano un variopinto corteo infernale : Minosse, le arpie, Radamanto, le tre Erinni, Thanatos e Hypnos.

La terra invece, condivisa dagli uomini con e variegate creature come Pan, i Satiri e le Ninfe era campo di epiche battaglie, condotte tanto con la forza che con l’astuzia.

Amori, passioni, lotte, riscatti e vendette erano il punto focale degli avvincenti racconti mitologici portatori sempre di un insegnamento. Anche il più semplice degli uomini poteva sfidare una divinità ed a volte vincerla se le sue intenzioni ed il suo cuore erano puri.

A differenza di oggi, l’uomo era capace di convivere pacificamente fra i due piani dell’esistenza, quello fisico della realtà constatabile e quello “metafisico” – definizione tanto cara alla filosofia, in particolare ad Aristotele – oltre il visibile.

Anche le questioni più banali della vita di tutti i giorni erano ricche di magia. La parabola che il sole compiva nel cielo era possibile, grazie ad Apollo figlio di Zeus, che lo trasportava attraverso il cielo con la sua biga alata. Allo stesso modo, le fasi lunari per esser meglio conosciute venivano impersonificate da quattro dee Selene, Artemide, Ecate e Perseide ognuna con doti e compiti differenti.

romanoimpero.com: CULTO DI NETTUNO - POSEIDONEO ancora, i maremoti che colpivano le coste greche bagnate dal mar Egeo erano generati dalle funesti ire di Poseidone; i naviganti che spesso perivano durante i viaggi, vittime dell’ammaliante canto delle sirene che li rapivano, ed i luoghi faticosamente valicabili come lo stretto di Messina erano resi tanto ostici dai mostri Scilla e Cariddi che vivevano fra le scogliere.

Il fascino che ancora oggi ci pervade nel citare queste storie antiche, dà un indizio dell’impronta che hanno lasciato in ognuno di noi. Le spiegazioni scientifiche che oggi conosciamo, nulla tolgono al piacere di riscoprire questi mondi fantastici e viverli ancora, calcando con piede leggero quelle terre fantastiche e solcando quei mari tumultuosi con il vento in poppa, alla ricerca di un vello d’oro o del profilo di Itaca stagliarsi all’orizzonte.

Einstein soleva dire “la logica vi porterà da A a B. L’immaginazione invece dappertutto” non perdiamo dunque la facoltà di usarla, perché saremo ben ricompensati….e buon viaggio!

Francesca Manzoni
Classe 1981, residente a Primaluna. Laurea magistrale in scienze Filosofiche presso l’Università di Verona. Amante della filosofia e della semplicità.

 

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