QUANDO LE VESSAZIONI DI STATO FANNO (QUASI) SORRIDERE: STORIE DI REGI DECRETI, CENTIMETRI COSTOSI E ALTRO ANCORA



VALSASSINA – C’è il cartello con misure sbagliate di pochi millimetri che costa centinaia di euro e l’armadietto con la bacinella sotto per non sversare inchiostro nelle falde; l’obbligo di esporre libri antichi ma visibili e quello di tenere il sale in farmacia. E ci si ferma qui per non tediare il pubblico che – speriamo – riuscirà a sorridere su un tema che in realtà è assai più tragico che farsesco.

Il giornalista ha un obbligo: quello di essere curioso e informato. E tra le pratiche del mestiere vi è allora quella di ascoltare. Nel caso, una chiacchierata mattutina in un esercizio commerciale apre al cronista (e di conseguenza a chi vorrà leggere questo breve articolo) un mondo complicato e un po’ assurdo: quello degli adempimenti incomprensibili che lo Stato prevede a carico di chi ha un’impresa. Lo sa bene il negoziante, l’artigiano, il professionista e in generale appunto l’imprenditore che spesso a sorpresa si ritrova la temuta ispezione di un organo appunto statale, preposto a controllare ma spesso anche, se non soprattutto, a vessare. Magari facendosi forte di regi decreti e codicilli vari, risalenti a millenni precedenti o recentissimi – ma sempre convergenti verso un unico fastidioso risultato: rovinargli la giornata. E il problema non è solo la grana fiscale – quasi scontata, in questi casi – ma la sorpresina, quel coniglio che l’Agenzia di turno estrae dal cilindro, riuscendo puntualmente a stupire.
Eccone un brevissimo elenco, ricavato proprio dalle due chiacchiere volanti in un esercizio valsassinese.
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30 CENTESIMI CHE SALVANO LA VITA
C’è un piccolo contenitore di rifiuti considerati pericolosi, tenuto in magazzino e dunque ben distante dalla clientela. L’ispezione mette in guardia: va serrato con una catena! Ma come, se sta chiuso in una stanza distante dallo spazio aperto al pubblico? Niente da fare: quel piccolo fusto deve essere serrato, pena una sanzione. Ecco allora l’acquisto della prescritta catenella (euro 0,30) e la vita dei clienti è salva.

REPERTORIO BEN VISIBILE O SCATTA LA MULTA
Questo aneddoto riguarda una farmacia, attività per la quale è previsto, da obblighi antichi quasi quanto la scienza, che sia esposta ben visibile la farmacopea. Trattasi di un “codice farmaceutico”, ovvero un “complesso di disposizioni tecnico/scientifiche ed amministrative, di cui il farmacista si serve per il controllo della qualità dei medicamenti, delle sostanze e/o dei preparati finali, mediante l’indicazione di metodi di verifica analitica e tecnologica delle specifiche di qualità, dei metodi di preparazione o della formulazione”. Insomma: una serie di tomi che apparentemente somigliano ad una enciclopedia in più volumi. Sapevate che i farmacisti devono esporli in modo visibile alla clientela? Alzi la mano chi ha mai sfogliato la FARMACOPEA mentre era intento ad acquistare un’aspirina. In compenso, severe sanzioni n caso di inadempienza da parte del titolare.

SOLUZIONE FISIOLOGICA, CHI ERA COSTEI?
Altra prescrizione sorprendente, sempre a carico delle farmacie italiane: va tenuta disponibile una certa quantità di SALE. Dice: roba d’altri tempi, tipo monopoli e via così? Macchè, peggio ancora. Di chissà quando la norma, mai aggiornata, che prevede la necessità di preparare da parte del signor farmacista la famosa soluzione fisiologica – quella cosa che si trova comunemente e da decenni in boccette, già preparata per l’uso. Lo Stato non ha l’obbligo di aggiornarsi ed è rimasto ai tempi dei preparati quasi alchemici, il commerciante invece rischia una multa salata (perdonate l’orrendo calembour) se non dispone del materiale acconcio. E mi raccomando: non scaduto. Si sa mai che arrivi qualcuno a chiedere di farsi preparare la fisiologica in negozio….

1 CENTIMETRO=200 EURO
Qui siamo in tutt’altra attività, stavolta artigianale, ma sempre sottoposta a obblighi apparentemente folli. E la cosa è facile che la conoscano in tanti, tra i vessati della cartellonistica. L’avviso da esporre in forma obbligatoria è il famoso “Vietato fumare”, che da anni deve campeggiare in tutte le attività che hanno un qualche rapporto con il pubblico. E allora, nell’ufficio in cui si pagano le fatture al succitato artigiano eccoti un solerte ispettore che, munito di righello si mette a misurare le dimensioni del cartello esposto. “Fuori di un centimetro!”. E giù una pesante sanzione. Il fumo fa male ed è vero, ha effetti collaterali…

UNA BACINELLA CONTRO L’INQUINAMENTO DELLE FALDE
Chiudiamo con lo spettacolo dell’accanimento a sfondo ambientale. Eccoci in una attività stavolta del tutto privata, dove però un armadietto contiene degli inchiostri. Male! Come si fa ad evitare che l’eventuale sversamento dei colori vada ad inquinare le falde freatiche??? E hai voglia a spiegare che a parte l’armadio stesso, ben chiuso, sotto e prima delle famose falde c’è un solido pavimento e poi ancora le fondamenta e quant’altro? Niente, lo Stato è preciso e prescrive: una bacinella sotto il mobile. Come nel caso della catena di cui sopra, basta un acquisto da pochi centesimi e il mondo è salvo.
Meno male.

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