IL DOMENICALE DI R.B./NEL NOME DELLA LUNA



“Ci sono solo due problemi da risolvere quando si va sulla luna:
primo, come arrivarci; e
secondo, come tornare indietro.
La chiave sta nel non
partire prima di aver risolto entrambi i problemi.”

Neil Armstrong

 

Altra domenica. Altro domenicale.

luna-e-katanaVi è mai capitato di essere a corto di argomenti? A me sì, spesso, direi quasi sempre, al lunedì; un po’ meno al martedì, poi al mercoledì di solito si accende una fiammella, al giovedì una candela e al venerdì c’è un falò che nemmeno San Biagio o Sant’Antonio sono mai riusciti a far bruciare così tanto.

Stavolta sembrava diverso, i fiammiferi si accendevano e si spegnevano senza lasciare traccia se non un penetrante odore di zolfo e potevo immaginare il sorriso di compiacimento dei due santi di cui sopra.

Poi ho guardato in alto cercando i miei aerei che accarezzano Cam, e ricordando quel che Jon Landau un giorno disse del Boss (“ho visto il futuro del rock’n’roll”) mi sono accorto, con molta meno enfasi, di aver avuto un’idea.

E così mi sono messo alla ricerca del Mare della Tranquillità, constatando che, nonostante il perigeo, quelle spiagge erano comunque troppo lontane.

Anche i Maressiani (pur abituati alle lunghe trasferte del Girone X di Seconda categoria) con la loro Skoda Octavia SW bianca, alla velocità canonica di 90 chilometri all’ora impiegherebbero più o meno (non stiamo qui a sottilizzare!) 4000 ore a coprire la distanza di circa 360.000 chilometri; in quei 166 giorni e rotti avrebbero tutto il tempo di guardarsi attorno e godersi, beati loro, il panorama.

Ma Maresso è lontana, troppo lontana, quasi dall’altra parte della Luna, per cui, prima di salire sull’Apollo 18,  me ne sto lì pensieroso e inquieto a pensare al lato oscuro, ad una nube che potrebbe esplodere, al tuono nel mio orecchio e alle grida che nessuno sente.

Poi, però, parto lo stesso incurante dei pericoli, sperando di non veder sorgere una luna cattiva carica di problemi, terremoti e fulmini, evitando di ascoltare la voce che mi sussurra saggiamente di non uscire stanotte.

Ma che Apollo 18 d’Egitto. Sono semplicemente a Introbio fuori sul balcone che guardo all’insù e vedo i fari dell’arrivo di Bobbio misteriosamente e spettacolarmente sospesi tra la nebbia e il cielo;  sopra, 360.000 chilometri più sopra, in mezzo alle stelle che si muovono nella notte argentea c’è lei che mi guarda mentre un ombra tenta di portarsi via i miei pensieri, lontano, da un’altra parte.

Risultati immagini per Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa lunaL’avete vista anche voi, l’altra sera? Non avete pensato “Fornace, pardon, Houston, abbiamo cinquemilioniemezzo di problemi”? Oppure vi siete addirittura spinti (posto che la vostra prof di Italiano vi abbia indottrinati a dovere) a chiederle trasognati “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?”.

Tra le possibili risposte ne scelgo due: “Mah! Secondo voi?” e ”Voglio vedere come va a finire il derby”. Anch’io e foza Inda.

In verità all’Apollo 13 un po’ ci ho pensato tentando di ragionare su quelle leggi, per me incomprensibili, che stabiliscono l’impossibilità quando sei nello spazio di fare inversione e tornartene da dove sei venuto così come farebbero quelli sulla Skoda mentre vanno a giocare al pallone a Tirano su strade molto meno ampie rispetto a quelle dell’Universo.

in-the-court-of-the-crimson-king-69D’accordo, potrebbero noleggiare il Millennium Falcon, ma per fortuna ci sono leggi della natura che non puoi modificare; “sì” o “no” conta niente e puoi fare mille referendum, vedrai sempre il sole sorgere al mattino, la notte che lo rincorre, le stagioni che si susseguono con spietata cadenza. Alla base di tutto c’è il rispetto che noi dobbiamo al pianeta e a noi stessi. Qualcuno ricorda la scena della luna che si spezza in Time Machine?

Mentre la rivedo, si apre violentemente un cassetto di un armadio in spazzacà e improvvisamente iniziano a scorrere le immagini del re cremisi e della sua figlia della Luna che danza nel letto d’un fiume; e poi risalgo la corrente e cado fra le braccia del morto riconoscente e mi sembra di sentirlo vicino il violinista serio e alto suonare per re e regine mentre la fatata sibilla vola lungo le montagne. Ovviamente della Luna.

Chiudo gli occhi e vedo distintamente un’ombra che mi insegue, ed io salto e danzo in quest’ombra sino a risvegliarmi sudato e con un dubbio corrosivo: ma l’avranno messo un uomo lassù?

apollo-13Leggermente intontito dall’assenza di gravità e privo della luce dei fari di Bobbio che nel frattempo hanno smesso di illuminare il nulla, scendo dall’Apollo 18 con l’orgoglio di sapere che nessun’altro mai l’ha potuta pilotare.

E dai ancora con ‘sta Apollo 18. Sono sul balcone, capito? Sul balcone!

Riguardo verso l’Orscellera e la trovo ancora lì a scrutare questa palla azzurra che stiamo lentamente ma inesorabilmente imbrattando di bianco e nero. “Terra, abbiamo un problema”, e mettiamoci una bella pezza altrimenti fine delle trasmissioni, aggiungo.

Poi, con lo sguardo in  bilico tra i gradini della realtà e l’ascensore dell’immaginazione rido e ripenso ad una storia vera.

gianni-togniTanti e tanti anni fa (troppi, zio ladro!) avevo una che ogni tanto mi telefonava per farmi il filo e, immagino utilizzando anche un ago, attaccare bottone. Io rispondevo “pronto” (niente di strano), lei invece non rispondeva niente (qualcosa di strano) e avviava un registratore con la canzone di quello che guardava il mondo da un oblò e si annoiava un po’.


Riuscivo a resistere dai venti ai trenta secondi prima di riattaccare. Gianni Togni non lo sa, ma l’ho odiato a lungo per questo.

Ah, vi chiederete come è finita con la telefonista. E’ finita. Punto e virgola. Anzi, a dire il vero non è forse nemmeno mai cominciata. Punto.

Ok, ho giocherellato, scusate, ma fuori piove e il fine settimana si preannuncia talmente grigio per cui, visto che è arrivata l’ora di spegnere la luce,  vale la pena tentare di strappare un sorriso e tirare su il morale della truppa.

Risultati immagini per La Luna La luna l'è una lampadina... tagadà in sul plafunE ho deciso di provarci cantando così.


La Luna La luna l’è ona lampadina… tacada in sul plafun
E i stell paren limon traa in dell’acqua,
e mi sont chi, ‘nsul marciapee
che cammini avanti e indreé, Lina.
E me fann mal i pee, Lina!

Eccetera…

Viva la Luna, viva la Lina, abbasso (non per colpa sua) Gianni Togni e lunga vita al rock’n’roll.

Buona domenica.

BENEDETTI TESTINA
Riccardo

Benedetti.,

Ho viaggiato in lungo e in largo nella vostra pazienza con:

Brain damage – The dark side of the moon – Pink Floyd – 1973
Bad moon rising- Green river –  Creedence Clearwater Revival – 1969
Moonlight Shadow – Crises – Mike Oldfield – 1983
Moonchild King – In the court of Crimson King – King Crimson – 1969
Moon shadow – Teaser and the Firecat – Cat Stevens – 1971
Man on the moon – Automatic for the people – R.E.M. – 1992
Luna – E in quel momento, entrando in un teatro vuoto… – Gianni Togni – 1980
La luna è una lampadina – La Milano di Enzo Jannacci – 1964

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            L’ARCHIVIO DELLA RUBRICA DOMENICALE

 

PS La direzione si permette una inusuale chiosa filologicamente corretta, segnalando il meraviglioso quanto introvabile “La luna è un pallone“, esilarante volume autobiografico contenente la spettacolare storia personale del grande attore David Niven.
Se avrete la fortuna di recuperarlo in qualche fondo di magazzino o nella libreria di amici o parenti, leggetelo – magari ascoltando la playlist “lunare” suggerita da R.B.
Ne vale la pena.

 

 

 




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