DON GABRIELE COMMENTA IL VANGELO DELL’EPIFANIA



La liturgia dell’Epifania ci propone due pagine di Vangelo: nella Messa della vigilia: la manifestazione di Gesù come Figlio di Dio ad opera di Giovanni Battista; nella Messa del giorno: l’indicazione di Gesù da parte di una stella e il suo riconoscimento da parte dei Magi.

C’è un elemento presente in entrambe le pagine: è Gesù che si manifesta: questo è il significato della parola stessa Epifania.

Il Dio cristiano non è la vetta di una scalata vertiginosa che   l’uomo deve compiere per raggiungerlo.

E’ piuttosto Colui che, per incontrarci, discende fino a noi nella persona del Figlio.

Prima di essere l’uomo che cerca Dio, è Lui che cerca noi.

La stella che guida i Magi sembra suggerire come Dio ci cerca personalmente nelle pieghe dei fatti personali della vita di ciascuno.

Ancora oggi Dio si manifesta così?

Anzitutto vale sempre l’affermazione di Gesù all’apostolo Filippo: “Chi vede me, vede il Padre”.

Ma allora dove vedere Gesù?

  • La voce del Battista ci fa pensare alla voce della Chiesa accolta alla luce della parola di Gesù: “Chi ascolta voi, ascolta me”.
  • E’ difficile individuare i segni paragonabili alla stella vista dai Magi.

Resta di insegnamento per noi il loro atteggiamento di ricerca, di disponibilità alla fatica del viaggio, di accettare di riconoscere e adorare il Figlio di Dio in un umile bambino: umiltà di Dio e umiltà dei Magi.

  • E infine le Scritture fatte indagare da Erode, non però piegate ai propri fini come lui voleva, ma perché siano luce per noi nel nostro cammino verso Gesù e verso Dio.


Don Gabriele Carena

 

 

 

 

 

 




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