PRIMALUNA – Una serata dedicata alla storia e all’attività del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico: nei giorni scorsi, a Primaluna, il Panathlon Club Lecco ha organizzato un incontro che ha permesso di approfondire il ruolo del Soccorso Alpino e Speleologico nel territorio lecchese e, più in generale, nel sistema del soccorso in montagna.
Erano presenti il Prefetto di Lecco, Paolo Ponta, insieme con Nicoletta Tullo e Anna Galimberti, funzionarie della Prefettura; il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Nicola Melidonis. Ha partecipato anche la famiglia Bisi, che ha ricordato i momenti difficili vissuti a stretto contatto con i tecnici del Soccorso Alpino durante le ricerche del figlio Alessandro, giovane alpinista disperso sul Monte Legnone.
Per il Soccorso Alpino e Speleologico, c’erano il responsabile della XIX Delegazione Lariana, Marco Anemoli, il capostazione della Stazione Valsassina – Valvarrone, Alessandro Spada, l’istruttore nazionale Tita Gianola, Michele Pozzoli e Andrea Gianola. Nel corso della serata sono state ricordate anche alcune figure che hanno segnato la storia del soccorso in montagna nel territorio lecchese e non solo, come Daniele Chiappa, Attilio Beltrami e Giancarlo Riva. Presente inoltre Walter Ponzoni, comandante dell’elisoccorso di Como di AREU – Agenzia regionale emergenza urgenza.
I relatori hanno ripercorso le tappe principali dell’evoluzione del soccorso in montagna nel Lecchese, a partire da uno dei primi interventi documentati, nel 1932, per il recupero di due giovani alpinisti precipitati nella zona della Parete Fasana. Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo dell’alpinismo lecchese e dei Ragni di Lecco, che hanno contribuito in modo significativo alla crescita del soccorso.
Durante l’incontro si è parlato di diversi temi: la nascita del Soccorso Alpino, fondato nel 1954, la storia della Stazione Valsassina – Valvarrone, gli aspetti concreti delle operazioni di soccorso, le attività ordinarie e gli scenari più complessi, l’evoluzione delle attrezzature e le nuove tecnologie che supportano il lavoro dei soccorritori. Tra gli argomenti è emerso anche l’aumento costante della frequentazione della montagna negli ultimi anni, sia da parte di escursionisti, sia di praticanti delle diverse discipline sportive: una tendenza che comporta una maggiore preparazione e impegno crescente per i soccorritori del CNSAS.
RedCro









