Lettura del Vangelo secondo Giovanni. In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
Cosa pensa Dio di noi? Dell’uomo? Di questo nostro mondo?
Cosa c’è nel suo cuore quando guarda questa umanità.
Se noi guardiamo al mondo degli uomini diventiamo tristi, ci indigniamo, ci arrabbiamo, ci disperiamo, si spengono in noi molte cose buone e belle, sentiamo avanzare il cinismo e l’apatia che subentrano presto all’essere scandalizzati. Succede a volte che il mondo ci presenta quello che c’è anche nel nostro cuore, in alcuni nostri modi di pensare, di agire. Anche noi non siamo come dovremmo o potremmo. Anche noi siamo sbagliati. C’è tanta solidarietà tra gli uomini nelle cose brutte. Poche volte, purtroppo, i nostri occhi si posano su cose belle. Sono così rare che ci viene da chiamarle “miracoli”. Ce ne vorrebbero tanti, meglio…troppi. A volte attacchiamo il cuore a queste cose belle, non ce le lasciamo sfuggire. Nasce il desiderio di esserne parte, di vivere qualcosa che può essere a loro ricondotto.
Ma cosa accade a Dio?
Ce lo dice Gesù. Lo leggiamo nel Vangelo di questa domenica.
“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.” Dio posa il suo sguardo sulla nostra umanità e impazzisce d’amore.
È pazzo d’amore, diceva in una catechesi Papa Francesco commentando questa frase del Vangelo di Giovanni.
Sulla croce Gesù ha portato a compimento ciò che aveva detto a Nicodemo e cercato e scelto per e con tutta la sua vita. Guardiamo il crocifisso e vediamo un amore folle per noi e per il mondo intero. È lì sulla croce per la nostra Salvezza. Siamo salvi se comprendiamo davvero che lui ci ritiene più preziosi della sua stessa vita.
Nel buio più buio del nostro cuore, di tutta l’umanità, del mondo la luce del vangelo della follia d’amore di Dio per noi ha una forza straordinaria, sbaragliante. È salvezza perché trasforma la disperazione in speranza, le paure in scelte d’amore responsabile, l’impotenza in tenace fiducia, la rabbia nel coraggio dell’amore, la condanna in misericordia vivificante, le distanze in cammini di purificazione.
E “salvati” anche noi saremo luce, preziosissima.
Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI Concenedo








