Sono soprattutto originari del Mali (sette su dieci) i nuovi ospiti del COE di via Milano 4, arrivati 48 ore fa per aggiungersi ai sei profughi che erano stati portati in Valsassina ai primi di maggio. "Sono tranquilli anche loro" ci dicono dal Centro Orientamento Educativo la cui sede nazionale è proprio a Barzio. "Ci era stato proposto di aggiungerne 15, ma la nostra disponibilità materiale di spazi limitava la possibilità a 15 in totale, compresi i primi. Con questi dieci siamo in totale a 16".
Ma come passano il tempo in attesa di un futuro migliore questi "richiedenti asilo"? Sempre dal COE arrivano rassicurazioni: "E’ tutta gente a posto, stanno imparando la lingua italiana facendo conversazione, ci danno una mano in giardino, pulendo e tagliando l’erba. Ieri hanno iniziato a montare un tendone… Cose così. Ma in generale son proprio tranquilli".
Intanto non risulta che nell’altro paese valsassinese coinvolto nell’accoglienza (Crandola) siano arrivati altri rifugiati.






Dopo l’arrivo di alcuni richiedenti asilo, ospitati nel centro educativo di via Milano, intervistiamo il primo cittadino del paese, che dimostra molta serenità e afferma: "Avere qui ragazzi che scappano dalla guerra non può essere motivo di preoccupazione".
In giornata piccoli gruppi di richiedenti asilo sono giunti in diverse località di Valsassina e lago. Saranno una trentina in tutta la provincia i profughi in arrivo tra oggi e domani, i primi sono passati a Sala al Barro e poi nei vari punti allestiti nel lecchese. Il COE è tra questi.



