DOPO IL GAS, IL RAME: PRESO IL BRESCIANO CHE AVEVA GIA’ FREGATO MEZZA VALSASSINA

Storia molto interessante, che coinvolge decine e decine di ditte della Valle e dunque merita la massima attenzione, anche in vista di possibili denunce ed eventuali riconoscimenti di merce sottratta in modo scaltro. Ma il 48enne bresciano scoperto oggi ha avuto il grave torto di volersi "ripetere" e, confermando il detto secondo il quale l’assassino torna sempre sul luogo del delitto, si è fatto scoprire da un giovane imprenditore valsassinese.

Qui il reato non è proprio un delitto grave, colpisce invece la quantità di ditte cascate nel tranello teso una prima volta un paio d’anni fa e poi ancora in questi giorni. Ma procediamo con ordine: tutto ha inizio nel 2009, quando una coppia di finti operai si muove in giro per la Valle a bordo di un Citroen Jumper. Passano decine e decine di aziende (c’è chi dice addirittura un centinaio), ripetendo ovunque la stessa litania: "Ci manda l’impresa Locatelli di Introbio, serve del rame per i lavori che stiamo facendo alla galleria di Bindo". Ovviamente l’impresa edile in questione, notissima, non ha nulla a che fare con questi due – un signore sui 45 e uno più giovane -, ma i furbi sono abili nel raccontare la loro storia e quasi tutti ci cascano.

"D’altra parte – racconta uno degli industriali gabbati a suo tempo – chi non ha in magazzino almeno un quintale di rame, tra cavi, pannelli e altro? In Valle se ne usa tantissimo". "E poi – conferma un’impresa locale – la Locatelli è conosciuta e un prestito non si nega di certo, anzi si rischia di fare brutta figura a dire di no…".

E così, raccatta di qua e carica di là (a volte con l’aiuto degli stessi truffati, che danno una mano a portare il metallo sul furgoncino – ecco che la strana coppia si fa beffe di un bel po’ di aziende della Valsassina. Qualche denuncia arriva ai Carabinieri – non troppe a dire la verità, alla fine il danno non è elevatissimo e uno preferisce lasciar stare – ma dei misteriosi operai si perdono le tracce. E con loro, tonnellate e tonnellate di un materiale che ha conosciuto un forte incremento del prezzo di mercato. Si dice che da una ditta ne sia usciton qualcosa come 10 quintali in colpo solo…

Come anticipato, però, uno dei due (presumibilmente il "capo") ha fatto oggi il grave errore di tornare a breve distanza di tempo sulla scena del "delitto". Peccato per lui che uno dei "fregati" non vedesse l’ora di incontrarlo nuovamente… E così è scattata la trappola, a Pasturo.

il 48enne bresciano in questione cambia un po’ le carte in tavola ma la storia rimane quella. Ora agisce da solo e il mezzo è una Opel Frontera; stavolta la roba non serve in prestito per una ditta della Valle, ma addirittura per un lavoro "della Snam". L’imprenditore pasturese alza lo sguardo, riconosce il presunto furbetto e fa finta di nulla. Trattiene in ufficio l’uomo, mentre il fratello con una macchina parcheggiata dietro blocca il furgone nel piazzale. A quel punto il bresciano è nei guai: nel cassone del veicolo ci sono già un bel po’ di tubi di ottone ("Mi sono stati prestati" prova a giustificarsi l’uomo). Vengono chiamati i Carabinieri, che prelevano il Frontera e il suo conducente, portando il tutto ad Introbio.

Formalmente, il 48enne non è in stato di fermo e nemmeno denunciato; le indagini degli uomini dell’Arma sono in corso e non si escludono sviluppi importanti a breve. Per il momento il furbacchione è stato beccato per un paio di fatterelli collaterali (non aveva la patente e nemmeno l’assicurazione del veicolo). Si tratta di un signore non molto alto, di corporatura media, con i capelli brizzolati. E’ evidente che se qualcuno dei ‘fregati’ di oggi e del passato volesse segnalare l’accaduto (e magari provare a recuperare parte del maltolto) potrà farlo presso la caserma dei CC di Introbio.