CENTRALI SUI TORRENTI/OGGI L’ASSEMBLEA. ECCO IL DOCUMENTO DEI SINDACI



La riunione è stata indetta per questa sera, giovedì 6 febbraio alle 20.30. La partecipazione all’incontro "è riservata ai sindaci e/o assessori alle attività produttive della Comunità Montana ed agli organi di stampa locale". Valsassinanews è in grado di anticipare il testo del documento che verrà sottoposto tra poche ore alla firma dei sindaci; il testo è stato inviato in questi giorni a tutte le amministrazioni comunali del territorio valsassinese per la valutazione prima della sottoscrizione. 

Eccolo per esteso:

I SINDACI DEI COMUNI MONTANI DELLA PROVINCIA DI LECCO, RIUNITI IN ASSEMBLEA IL 6 FEBBRAIO 2014 IN BARZIO, PRESSO LA SEDE DELLA COMUNITÀ MONTANA VALSASSINA, VALVARRONE, VAL D’ESINO E RIVIERA
visto
l’abnorme numero di centrali idroelettriche di piccole dimensioni costruite, in via di costruzione o richieste sui fiumi e torrenti alpini ed in particolare sui territori di vari comuni della Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera dove nel futuro si avranno decine di km di torrente praticamente in secca con l’acqua che scorrerà all’interno di un tubo, provocando alterazioni importanti nella vita del corso d’acqua e del suo bacino nei vari aspetti naturalistici , idrogeologici ,antropici e faunistici, paesaggistici, climatici, produttivi legati all’attività agro-silvo-pastorale e turistici ;
che i lavori di captazione delle acque, la loro canalizzazione in condotte forzate, la costruzioni delle centrali  insistono su territori alpini di grande naturalità e di fragilità idrogeologica;
considerato
che gli impianti mini e micro idroelettrici non hanno alcuna reale pubblica utilità, essendo impianti con produzioni d’energia estremamente modeste e la cui convenienza economica, nella realizzazione, è appannaggio delle sole ditte private che sfruttano gli incentivi statali, senza i quali tali impianti non avrebbero alcun senso nè dal punto di vista tecnico nè da quello economico;
che gli impianti mini e micro idroelettrici non rappresentano una soluzione al problema energetico nazionale dal momento che,  come ampiamente documentato dai rapporti  tecnico-statistici, la potenza complessiva generata dalle mini e micro derivazioni attualmente in essere, è inferiore al 2% della produzione energetica nazionale;
che il fabbisogno di energia è in diminuzione e quel che serve è semmai che il sistema elettrico si regoli sulla gestione della domanda, riducendo la potenza massima  e ottimizzando la rete elettrica nazionale anche in base al dinamismo delle fonti rinnovabili;
riscontrato
 che le opere per la realizzazione di centraline interessano località montane le quali si vedono private di una delle principali risorse – la presenza delle acque dei torrenti – importante per il loro sviluppo economico nel settore del turismo naturalistico collegato all’attività agro-silvo-pastorale;
che alle comunità locali restano i danni ambientali, il depauperamento del paesaggio, gli impianti dismessi una volta conclusa la produzione redditizia, a fronte di compensazioni, peraltro non sempre ottenute dalle amministrazioni, di entità di gran lunga inferiori ai danni provocati;
che in questa più ampia prospettiva l’accanirsi sui piccoli torrenti per sottrarre il tanto che c’è in termini di ambiente naturale e biodiversità, oggi e in futuro sempre più preziosi, rivela tutta la sua pochezza rispetto al fabbisogno collettivo, mentre evidenzia lo scopo speculativo di corto respiro da parte di alcune imprese e società che sfruttano gli incentivi governativi superiori del 40% rispetto a quelli della media europea;
che la popolazione è esasperata, palesando malumori e lasciando presagire tensioni sociali per il futuro;
preso atto
che nel Documento della Regione Lombardia depositato per la Vas del sistema energetico ambientale si evidenzia che:
«Senza una corretta politica di regolamentazione delle portate d’acqua alcuni tratti dei fiumi potrebbero essere interessati da impatti sulle specie dell’ittiofauna, con il deterioramento degli habitat e la perdita di specie di fauna e flora tipiche degli ambienti ripariali. Un altro aspetto riguarda le opere di sbarramento, le quali possono rendere molto difficoltosa o addirittura impedire la risalita di alcuni pesci nelle fasi migratorie verso i punti di riproduzione.
Le opere idrauliche per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica possono determinare un peggioramento della qualità paesaggistica degli ambienti fluviali e naturali in cui vengono inserite e, in particolare, produrre variazioni della morfologia fluviale e perifluviale dovuta alle opere in alveo e spondali. L’edificazione di strutture a servizio dell’impianto nel caso di nuove realizzazioni e l’infrastrutturazione per l’accesso ai punti di presa e opere accessorie (vasche di carico, vasche di decantazione, canali di adduzione, ecc.) produrranno consumo e impermeabilizzazione del suolo, in particolare per la realizzazione di grossi impianti. Inoltre gli impianti idroelettrici possono costituire una fonte di inquinamento acustico e luminoso, se non correttamente progettati.»

appurato
che il previsto rilascio del solo deflusso minimo vitale (DMV) non è sufficiente in quanto, come sottolinea il Direttore Regionale  della Sovrintendenza dei Beni Ambientali e Paesaggistici dr.Caterina Bon Valsassina nella lettera del 22/11/2013 alla Provincia di Lecco, si avrebbe una compromissione delle connotazioni proprie dei luoghi e dei valori simbolici e percettivi nel venir meno della abituale presenza dell’acqua, poiché “rapporto fra derivazioni idroelettriche e salvaguardia e valorizzazione del paesaggio non può essere risolto esclusivamente garantendo il solo rispetto del minimo DMV”.
CHIEDONO
che la Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e riviera e la Provincia di Lecco, nel trasmettere ai Parlamentari e ai Consiglieri Regionali del Territorio il presente OdG, si facciano promotrici di una richiesta di moratoria, unitamente alle altre Provincie Lombarde, al fine di consentire studi approfonditi e valutazioni ambientali ed economiche sull’argomento, per arrivare a stabilire, in maniera organica ed oggettiva, l’impatto che le mini e micro derivazioni idroelettriche avranno sui territori ospitanti ed il vero rapporto fra costi ambientali e sociali e benefici in termini di produzione di energia da fonti rinnovabili;
che le Autorità e gli Organismi competenti al rilascio delle concessioni di derivazione idroelettrica, sospendano immediatamente le procedure in essere al fine di evitare lo scempio indiscriminato dei territori della Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera scempio che in futuro graverà su tutta la popolazione in termini di vivibilità, di qualità ambientale e di opportunità di sviluppo turistico ed agro-silvo-pastorale;
PROPONGONO
le seguenti linee guida da sottoporre agli Organismi preposti a studiare l’argomento al fine di legiferare ed emanare norme  in materia ( Regione e Parlamento) e ai settori provinciali incaricati di istruire le procedure:

-nessun fiume o torrente può essere canalizzato per l’intero percorso, neanche in forma di numerosi spezzoni che si susseguono, quand’anche vi fosse restituzione dell’acqua in alveo per un breve tratto;
-sono da escludere dal rilascio di autorizzazioni alla captazione delle acque, quei progetti dove sono previsti lavori connessi alla costruzione di opere in territori classificati, nei piani comunali, come esposti a forte  rischio idrogeologico ed a alta propensione di frane e valanghe;
-sono da escludere, altresì, dal rilascio di autorizzazioni alla captazione delle acque, quei progetti dove sono previsti lavori connessi alla costruzione di opere in territori caratterizzati da elevata naturalità con  peculiari qualità paesaggistiche e faunistiche ed in contesti ambientali considerati dal Piano Ittico Provinciale  “Acque di pregio ittico”.
-le aree sulle quali vengono realizzate le opere di captazioni e le sale macchine non devono essere vendute, ma date in concessione con canoni di affitto;
-non è consentito captare le acque dei torrenti all’origine;
-metodologicamente è necessario valutare l’impatto ambientale di ciascun progetto non singolarmente ma complessivamente rispetto agli effetti sul bacino idrografico di appartenenza ;
-devono essere implementate modalità e tecnologie efficaci per il rilascio del DMV e il controllo diretto da parte degli uffici tecnici del Comune, a partire dalle centrali esistenti;
-è necessario rivedere i criteri per l’assegnazione degli incentivi.

 




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