AIROLDI E’ UN CASO: ”RESPINTO” OVUNQUE SU UNIONE DEI COMUNI MA NON SOLO



Lui "dà del tu al Prefetto" e non lo nasconde, dice a certi giornalisti che "li prende a calci nel sedere", gestisce tutto personalmente e ama impegnarsi a fondo nelle cose che fa – e in cui, sempre, crede. Con i rischi del caso. Ad esempio quello di prendersi qualche porta in faccia, specie da quel mondo fatto di amministrazioni pubbliche, burocrazia (anche regole) che sembra non condividere, che lo frenano nel suo impeto. E allora ecco i "no" e le critiche ricevute specialmente dai colleghi sindaci. Adriano Airoldi è fatto così: un po’ guascone, certo sta meglio tra i suoi cavalli e nel mondo dello sport, dove la competizione è centrale. Se c’è da mediare, sembra il Berlusconi dei (suoi) bei tempi, più consiglio di amministrazione che consiglio comunale e giù ventre a terra a progettare e a fare. O almeno a provare.

Sì perché alla fine i tentativi saranno anche encomiabili ma i successi son altro. Primo gesto forte del prode Adriano , la rottura della consolidata Unione dei Comuni del Centro Valle. Lungi dal voler entrare nel merito della questione, registriamo invece gli effetti concreti del "colpo" inferto all’Unione (dalla quale esce insieme a Introbio pure Taceno): chi rimane cementa i rapporti tra paesi, chi esce resta solo.

Airoldi si aspettava forse di venire seguito nell’operazione "2014, fuga dall’Unione". E invece… A parte il penultimo Comune del patto – Taceno ha solo Parlasco come "fratello minore" – tutti gli altri non solo confermano la volontà di proseguire l’esperienza unionista ma soprattutto attaccano proprio lui, l’Airoldi rottamatore di inutili istituzioni burocratiche.
Come mai? Ribadendo che la sostanza la lasciamo volentieri a chi se ne occupa (ma evidentemente qualcosa di buono ci sarà in quella "sovrastruttura" se degli enti locali da oltre seimila abitanti complessivi ci credono ancora), è la forma che motiva, almeno inizialmente il dissenso degli ex colleghi. Non va giù a Primaluna, Pasturo, Parlasco e Cortenova il modo in cui è stato gestito lo sfascio (anzi: il tentativo di sfascio) di quell’aggregazione. Non è piaciuto agli altri sindaci proprio l’agire tipico del volenteroso borgomastro introbiese, che prima fa e poi dice. Ossia: prima esce dall’Unione, solo dopo rende nota la cosa, a giochi fatti.

Sembra di poter interpretare così non solo l’ufficialità delle prese di posizione dei vari paesi (una "sberla" dietro l’altra alle scelte di Introbio e Taceno, addirittura una "lezione" da Primaluna alla profferta – a sua volta un po’ inusuale – di fondersi avanzata da Villa Migliavacca attraverso lo stesso neo sindaco) ma anche il chiacchiericcio di sottofondo, i commenti non ufficiali del mondo della politica e dell’amministrazione locale. Dove si giudicano fatti ma pure modalità. Clamorosa invece, proprio per la sua precisione istituzionale, la lettera di Mauro Artusi con la quale pochi giorni fa non solo Primaluna ha rifiutato la "corte" introbiese ma il primo cittadino ha anche spiegato due-tre cose appunto sulla forma ("L’ufficialità e i toni della proposta del Sindaco di Introbio mi hanno lasciato alquanto perplesso").

Adesso si pone un problema pratico: le convenzioni, vale a dire i piccoli Comuni si devono associare per gestire insieme i servizi, con scadenza 31 dicembre. Il rottamatore ad oggi è rimasto solo, per un motivo o per l’altro. Ha provato a connettersi con diversi paesi, ma da tutti ha ricevuto dei cortesi quanto fermi rifiuti.
Per i campanilisti, tutto bene. E per Introbio?

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COSI’ PARLARONO I "VICINI":

Cortenova, 27.11
Il consiglio comunale ha preso atto dell’uscita di Introbio e Taceno, esprimendo però completo dissenso rispetto alla scelta, giudicata affrettata e poco motivata, auspicando la permanenza dei due Comuni. Decisone questa condivisa dalla maggioranza e dall’opposizione.

Pasturo, 27.11
Agostoni: "Non bisognerebbe solo valutare la convenienza economica quanto si attuano certe scelte". (…)
In risposta al sindaco è intervenuto il capogruppo di minoranza Marinello Manzoni, palesemente contrariato dalla scelta dei due Comuni, soprattutto di Introbio. "Sono stupito, anche in prospettiva di fusioni o aggregazioni future. Ora mi chiedo, con chi si metterà Introbio?".

Primaluna, 24.11
Il sindaco Mauro Artusi, pur non parlando direttamente della proposta avanzata la scorsa settimana dal suo collega introbiese sulla possibilità di realizzare una fusione tra i due paesi, ha ribadito di voler rimanere nell’Unione considerando questa la forma più adatta per affrontare gli obblighi di Stato. "E’ impensabile un’altra soluzione per gestire le funzioni associate, l’Unione c’è già, manca solo la spinta per farla funzionare correttamente, eliminando i "doppioni" amministrativi, ma ci stiamo arrivando" ha detto Artusi, in pratica chiudendo definitivamente la porta in faccia ad Airoldi.

Parlasco, 08.10
"Come Presidente dell’Unione dei Comuni – dichiara il sindaco di Parlasco Renato Busi – devo dire che non ho condiviso la decisione dell’uscita dall’Unione di Introbio" 


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