BALLABIO: GRANDE FOLLA PER L’ULTIMO SALUTO A DON GUMIER. QUASI 40 SACERDOTI, CHIESA STRAPIENA



BALLABIO – Almeno 400 persone tra fedeli, parrocchiani, amici, delegazioni, ex studenti e molti altri hanno voluto tributare l’ultimo saluto a don Achille Gumier ex parroco delle parrocchie Beata Vergine Assunta e san Lorenzo. Equamente divisi tra ballabiesi con tutte le delegazioni locali delle associazioni – AIDO, Croce Rossa, Banda Risveglio – e il GSO Ballabio con alcuni bambini, le bambine del coretto e gli adolescenti/giovani dell’Oratorio oltre alla giunta comunale guidata dal sindaco Alessandra Consonni.
Altri 200 amici di don Achille erano ex parrocchiani provenienti da Melzo che hanno organizzato anche un autobus da 50 posti. Molti i fedeli provenienti dalla parrocchia di san Nicolò a Lecco, dove don Gumier è stato per più di 10 anni vicario.

Dal tributo così rilevante sono forse mancati i nuovi ballabiesi e i giovani, in compenso tanti sacerdoti, ben 40 hanno voluto stringersi attorno al confratello affollando come non mai l’altare dedicato a san Lorenzo .

IMG_1174Ad officiare la messa monsignor Luigi Stucchi,  vicario episcopale per la Vita Consacrata Femminile, il vicario della zona Pastorale III don Maurizio Rolla e il prevosto di san Nicolò monsignor Cecchin.

Durante l’omelia mons. Stucchi ha ricordato: “Quando si concludono i giorni terreni di una persona, di un cristiano, di un sacerdote si comprende che qualcosa finisce ma si apre una consapevolezza nuovi. La Liturgia che stiamo celebrando è certa di questo nella fede della chiesa e fa tornare ciascuno di noi allo stesso principio di vita da cui tutto è cominciato. Le letture della Passione, morte e consegna di Gesù al Padre e a tutta l’umanità ci fa rivivere ciò che sta al principio.” 

Il prelato ha rilevato che per lui ogni volta era una gioia ritrovare don Achille: “Per temperamento incoraggiava! Don Achille era sempre ottimista, sereno, un amico che non complicava i problemi. Era capace di sciogliere, stemperare le situazioni impegnando se stesso con la  mente e con il cuore, ma anche con le mani e con il sudore se serviva.”

Con le parole suggerite dall’omaggio a chi non c’è più e si vorrebbe ancora vicino Stucchi ha aggiunto: “Don Achille sapeva individuare con scioltezza quello che poteva unire di più, ciò che poteva far crescere un cammino di vita, aprire ulteriori spazi di vite positive, sostenere il cammino di due comunità insieme. Questa capacità di guardare in alto, attraverso la fede ha consentito a don Achille di dare un senso alla malattia. Non si è fatto imprigionare ed opprimere dal male fisico anche se non si può evitare di essere faccia a faccia con questa esperienza.”

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IMG_1169Durante la messa è stata letta la riflessione inviata da monsignor Roberto Busti vescovo di Mantova e parroco di san Nicolò ai tempi di don Gumier vicario: “Esprimo la mia riconoscenza verso questo prete umile e saggio fedele al suo ministero e partecipe della vita della sua gente. Gran lavoratore che non si è mai sottratto anche ai compiti più umili, compresi quelli manuali per mantenere bella la chiesa e originare le sue iniziative personali. Lo ricordo con molto affetto come uno dotato di una disponibilità unica e preziosa…”

Al termine della lunga cerimonia, gli ultimi venti minuti sono stati densi di ricordi personali espressi da amici e parrocchiani. Un lungo corteo, infine, ha accompagnato l’ex parroco verso la sua ultima dimora, il cimitero di Ballabio inferiore nella cappella degli ex parroco, inumato dopo la rituale benedizione del parroco don Giambattista Milani.

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