IL DOMENICALE DI R.B./TRA BRISCOLE, MILIONI E OSCURITÀ



Tutti sanno che i dadi sono truccati
Tutti tirano con le dita incrociate
Tutti sanno che la guerra è finita
Tutti sanno che i buoni hanno persi
Tutti sanno che la battaglia era prevista
I poveri sono poveri, i ricchi si arricchiscono
Ecco come va
Tutti sanno

(Everybody knows – I’m your man
Leonard Cohen – 1988)

Bene. Da dove riparto?

carte-da-giocoDopo aver giocato tutte le carte che avevo in mano la scorsa settimana mi sono reso conto di aver messo insieme quattro domenicali in uno bruciandomi future fatiche (si fa per dire) e confondendo un po’ le acque.

In effetti dovrei tornare a parlare dei cervi e cerve di picche, visto che alla triste, tristissima storia del non parco di Prà Cainarca si è aggiunto un ulteriore capitolo, con le auto della polizia provinciale piazzate all’esterno del recinto e gli animalisti di Freccia 45 fermamente decisi a difendere la dignità dei cervidi ed i loro diritti.

cervi-betulle-polizia-provinciale-freccia-45-5Vedremo se non andrà tutto a finire in polenta, certo è che dietro il non parco sono ancora ben nascosti i non colpevoli, per cui fino a quando non salteranno fuori, abbiate pazienza, ogni tanto tornerò lassù dove i larici danno spettacolo per fare in modo che tutto non vada a perdersi tra le rapide del Bandico.

Per essere chiaro vi tormenterò sino a quando qualcuno non dirà con esattezza chi ha studiato, progettato e messo le firme per realizzare un’opera inutile, costosissima e che nel tempo si è rivelata un boomerang che mi auguro possa colpire le corna giuste sulla strada del suo ritorno.

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Mentre i cervi stanno a guardare, dall’altra parte dell’oceano decine di milioni di persone hanno scelto la loro guida per i prossimi quattro anni. A qualcuno il risultato è andato di traverso e posso comprenderne le ragioni: perdere la Champions quando tutti ti dicono che a un minuto dalla fine della partita sei in vantaggio metterebbe in difficoltà anche uno molto sveglio come il giornalista di quadri, ad esempio.

trump-clinton-manzoni-pozziA me ricorda, molto (ma molto) più in grande, come sono andate a finire le elezioni in uno dei più bei villaggi della nostra Valle mica tanto tempo fa. Forse i consiglieri della signora Rodham dovevano studiarne il caso.

Ma è l’America, ragazzi, e funziona così: “the winner takes it all” e gli altri, stelle o non stelle, stanno a guardare, per cui consiglierei alla presidentessa mancata di bersi una buona bottiglia di Clintón e mettersi il cuore in pace.

A proposito di carte: avete mai sentito la frase “to play one’s trump card”? Io no, prima dell’altro ieri. Significa (perbacco!) “giocare la briscola”.

Donald, cinq poont”, avrebbe tuonato ol Paol Gatt made in U.S.A. stavolta felice di aver vinto la partita più importante della sua vita.

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A proposito di picche abbiamo saputo del “due” rifilato dalla Regione al progetto del GAL nel quale è compartecipe la nostra Comunità Montana assieme a quella dell’Alto Lario. Cinque milioni e mezzo di euri (diecimiliardiseicentoquarantanovemilioninovecentoquarantacinquemilalire) dirottati ad altri tra lo stupore e la costernazione generale.

camozzini-due-di-piccheÈ vero che siamo in buona compagnia (lo stesso è capitato alla Val Trompia ed alla più importante Val Camonica), ma farsi buttar fuori dal ristorante quando sei già con il tovagliolo al collo e stai per gustare il primo boccone fa girare le balle, e non poco.

Aspettiamo l’esito del ricorso e l’auspicato intervento della “politica” augurandoci, per il bene di tutti, che possano porre un rimedio. Altrimenti, ancora un volta, dovremo fare i conti con le tredici lettere di domenicale memoria.

In questo caso, almeno, sembra chiaro chi ha fatto cosa e come, per cui non ci sarà tanto da girarci intorno.

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unioni comuniNon credo che il mio amico sindaco di Introbio abbia letto quello che ho scritto a proposito delle unioni che dovrebbero essere fusioni e così via. Registro, però, le sue parole riportate da un quotidiano locale che riporto così come le ho lette.

“Penso di poter dire, a nome di tutto il mio gruppo, ai comuni di Primaluna, Cortenova e Taceno, guardiamoci negli occhi, adesso che è saltata l’Unione dei Comuni siamo alla porta, se si vuole aprire il discorso della fusione, Introbio è pronto”.

“To play one’s trump card”.

A futura memoria e vedremo se servirà.

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Risultati immagini per the program filmGiovedì sera ho visto il film “The program”, la storia allucinante dell’imbroglio sportivo più grande della storia, sette maglie gialle rubate, un contorno di omertà e vigliaccheria, uomini persi nella loro arroganza. Se non ne avete ancora avuto l’occasione guardatelo: non è allegro e vi farà magari stare un po’ male, soprattutto se amate lo sport e non le porcherie che ci girano intorno.

Tanto per restare sul tema del “non”, un “non esempio” che sarebbe bello se le società sportive proiettassero a tutti i loro atleti (giovani e meno giovani) per discuterne poi assieme.

Ma non è dei contenuti del film che volevo parlarvi, piuttosto dei titoli di coda, anzi della canzone che accompagnava i titoli di coda e che mi sono messo a cantare sul divano.

Everybody knows”, tutti sanno, Leonard Cohen. Era il 10 novembre.

Il mattino dopo leggo che il Poeta proprio il 10 novembre se ne è andato ed ora lo immagino beatamente seduto tra Suzanne, Giovanna d’Arco e Janis Joplin a guardare la ruota che continua a girare sotto di lui.

Siccome dopo il Boss era (e resta) la mia stella polare nell’universo delle note, per onorarne la memoria chiedo a voi scusa e pazienza ed al direttore spazio per regalarmi il testo del brano che apre la sua ultima fatica pubblicata il 21 ottobre scorso.

You want it darker (Tu vuoi più buio)

Risultati immagini per You want it darkerSe tu dai le carte
Io non starò al gioco
Se sei il guaritore
Significa che sono zoppo e a pezzi
Se tua è la gloria
Allora mia dev’essere la vergogna
Tu vuoi più buio

Magnificato e santificato
Sia il Santo Nome
Vilipeso e crocefisso
Nelle sue sembianze umane
Un milione di candele accese
Per quell’aiuto mai giunto
Tu vuoi più buio

Hineni Hineni
Sono pronto, mio Signore

C’è un amante nella storia
Ma la storia è sempre la stessa
C’è una ninna nanna per chi soffre
E un paradosso cui dar colpa
Ma è inciso nelle Scritture
E non è un’affermazione vuota
Tu vuoi più buio
Noi spegniamo la fiamma

Stanno allineando i prigionieri
E le guardie prendono la mira
Ho lottato con alcuni demoni
Erano borghesi e mansueti
Non sapevo di avere il permesso
Di uccidere e mutilare
Tu vuoi più buio

Hineni Hineni
Sono pronto, mio Signore

Magnificato e santificato
Sia il Santo Nome (3)
Vilipeso e crocefisso
Nelle sue sembianze umane
Un milione di candele accese
Per quell’amore mai giunto
Tu vuoi più buio
Noi spegniamo la fiamma

Se tu dai le carte
Non farmi giocare
Se sei il guaritore
Io sono zoppo e a pezzi
Se tua è la gloria
Mia dev’essere la vergogna
Tu vuoi più buio

Hineni Hineni
Sono pronto, mio Signore

Buona domenica.

BENEDETTI TESTINA
Riccardo

Benedetti

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            L’ARCHIVIO DELLA RUBRICA DOMENICALE

 

 

 

 

 

 




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