LA LECTIO DI DON GRAZIANO: UNA SPERANZA CHE NON INGANNA



L’uomo di oggi, come quello di ieri e di sempre, è un essere che spera. Non possiamo vivere senza speranza, poiché questa costituisce una parte fondamentale della nostra struttura personale e psicologica, dicono gli antropologi.

La speranza è il clima del vivere umano; solo sperando possiamo sopravvivere. E’ grazie alla speranza che progredisce l’umanità, la cui storia multi secolare è una storia di speranza. Grazie alla speranza l’uomo e la donna hanno pazienza e trovano risposte davanti alla vita e alla morte, all’amore e alla violenza, alla salute e alla malattia, alla pace e alla ingiustizia, al matrimonio e alla famiglia, alla società e al lavoro di ogni giorno.

Chi non spera in niente è incompiuto come persona e come cristiano. In risposta alla perenne speranza del cuore dell’uomo, sorgono i messianismi liberatori e vengono fuori molti rivoluzionari senza scrupoli. Creare aspettative di grandi miglioramenti sociali è stata, è e sarà una vecchia strategia; si tratta dell’idolo che viene a occupare il piedistallo vuoto.

Ma nessuno dei sistemi politico economici soliti può da solo dare una spiegazione completa e soddisfacente al perché della vita e della morte, del lavoro e della sofferenza.

Dopo molti anni di cammino sociale, la disillusione, la sfiducia, l’indifferenza, lo scetticismo e la frustrazione sembrano essere il denominatore comune nel nostro mondo a tutti i livelli: politico, sociale, famigliare, coniugale, e generazionale.
E’ più felice e più persona il giovane, l’adulto e l’anziano di oggi o quelli dei decenni passati?

A che punto sono i progressi tecnici, le promesse e le conquiste sociali, il messianismo terreno, la liberazione e la salvezza dell’uomo da parte dell’uomo?

Alcuni saggi assicurano che siamo immersi in una cultura decadente. Ci sarà rimedio e liberazione possibile per una umanità stanca, angosciata e beffata nelle sue più nobili speranze?

Ma non cediamo al disfattismo. C’è in effetti, una speranza che non inganna: Gesù Cristo.

“O Gesù, vogliamo vivere preparati, aspettandoti sempre lieti, come se ogni giorno fosse quello definitivo della tua attesa venuta. Amen”.

don graziano primalunaDon Graziano vicario parrocchiale
Domenica 13 novembre 2016
Prima domenica di Avvento
Rito Ambrosiano “A”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 




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