MUSICA VIVA CHE COSTRUISCE: A INTROBIO TRE CORI CANTANO IL NATALE DELLA RASSEGNA ORGANISTICA



INTROBIO – Nel contributo di Sergio Ragaini le emozioni delle prime due serate della Rassegna organistica invernale. Dopo l’appuntamento di Cremeno, dove protagonista è stato “l’organo che non c’è“, ieri sera a Introbio si sono esibiti il gruppo vocale Experientia, la Schola cantorum S.Antonio ed il coro Valsassina.

Echi Musicali dal passato per proiettarci con gioia verso il divenire. Due serate musicali. Due momenti differenti, con differenti gruppi, diversi repertori. Due serate accomunate dalla grande passione per la musica, dalla voglia di diventare musica, di immedesimarsi col suono, e, mediante il suono, di superare le barriere di spazio e tempo, percependo la musica come quell’elemento che permette a chi esegue di sentirsi, in qualche modo, collegato a chi ha composto quel brano, a percepire tempi e spazi diversi come interagenti.

rassegna-organistica-invernale-2016-1La musica permette anche questo, e nella sua magia, è bello sentirsi in contatto con il tutto, con quella totalità che da sempre è in noi, e che, attraverso il suono, si riscopre, come per magia. In fondo, non a caso la musica è sempre stata considerata l’elemento più vicino al divino, all’essenza suprema. 

La bellezza del canto corale è, credo, anche sentire tante voci che divengono una, seppur mantenendo le caratteristiche individuali. Nel canto corale, ogni voce, pur mantenendo vive le sue peculiarità, diviene parte di un amalgama musicale. Tante voci, ognuna con la sua bellezza, che sono parte di qualcosa che non è a priori, ma che prende forma attraverso l’incedere di un brano. Tante individualità che, pur rimanendo sé stesse, svaniscono, diventando uno. E, più questo si verifica, più il canto corale è in grado di regalarci profonde suggestioni. In tutti i gruppi che hanno partecipato a queste due serate musicali, tutto ciò si è percepito. Seppur ricco di sfumature, nelle esecuzioni dei gruppi si è sentito “un” suono, con i suoi colori, ma un suono, un tutt’uno, nel quale le singole parti, le singole sezioni, servivano per dare a quest’uno sempre più forza, per farlo sempre più bello.


Un altro elemento, in qualche modo, ha accomunato le due serate: in un certo senso, questo è il numero tre (non a caso, forse, il simbolo della trinità!). Infatti, nella prima serata, hanno partecipato due gruppi vocali e un duo organistico, mentre nella seconda si sono succeduti tre gruppi vocali, tutti sotto la stessa direzione.

cremeno-rassegna-modellino-2Elemento che ha accomunato tutte le esecuzioni è stato il Natale. Questo è già qualcosa che supera spazio e tempo: infatti, Cristo nasce in noi in ogni istante, e in quel giorno si ricorda che è vivo in mezzo a noi, che la sua nascita è in ogni momento. E questo per ogni tempo. Il Natale è risuonato, in diversi colori musicali, attraverso brani di epoche molto lontane tra di loro, spesso accostate, come per superare qualsiasi temporalità, mostrando il Natale nella sua più profonda essenza. E questo è un altro elemento che ha unito i vari momenti: la non diacronicità, e la capacità di accostare epoche musicali diverse, che, in qualche modo, si guardavano tra di loro, si univano.

Nella prima delle due serate, il momento musicale conteneva anche una bellissima proiezione verso il divenire. Quel divenire che, da qui a meno di due anni, vedrà il nuovo organo di Cremeno in funzione. Vedrà, quindi, qualcosa che darà alla Valsassina ancora più bellezza musicale, lasciando un elemento che potrà segnarne il suo divenire armonico. Questo entusiasmo è stato, sicuramente, un grande propulsore per la serata, che ha visto tre momenti, ben distinti, con i due cori presenti: la Schola Cantorum San Giorgio, di Cremeno, diretta da Daniele Invernizzi, e il Gruppo Vocale Melos, di Lecco, diretto da Daniela Garghentini.

cori-cremeno-rassegna-3Avevo già avuto occasione di ascoltare questi due gruppi, rimanendo sempre colpito dall’entusiasmo dei loro direttori, dalla loro autorevolezza, che guida i cantori all’interno dei brani, facendo loro percepire la musica come qualcosa di “vivo”; e colpito, anche, dalla notevole vocalità dei coristi. Bello è riscoprire che, davvero, ogni volta possiamo trovare qualcosa di nuovo, possiamo percepire un’evoluzione, un qualcosa di più. Questo è stato vero per entrambi questi gruppi. Notevole, ed è proprio il caso di dirlo, percepire come un piccolo paese come Cremeno possa produrre, in un gruppo vocale, una così bella musicalità ed un repertorio di tutto rispetto. Grazie anche al suo direttore, Daniele Invernizzi, impegnato su diversi fronti musicali, da diversi anni direttore artistico della Rassegna Organistica, e promotore del progetto dell’organo di Cremeno. Di Daniela ho già parlato diverse volte. La sua passione e competenza musicale, unita all’armonia che ha saputo creare tra i coristi, le ha permesso, con entrambi i suoi gruppi (questo e il gruppo vocale “Ad Libitum”) di ottenere notevoli risultati musicali, portando diversi coristi a poter eseguire parti soliste, anche di un certo impegno. La serata ha visto l’esecuzione di brani per i due cori, separati e uniti, a cappella e accompagnati, dall’intreccio polifonico più complesso, così come legati allo stile monodico, e al canto gregoriano, in un’alternanza che ha davvero fatto apprezzare le vocalità dei due gruppi, e permesso di toccare con mano la loro passione.

sine-nomine-cremeno-rassegnaTra i vari “blocchi” del concerto, pregevoli interventi del tuo organistico a quattro mani “Sine Nomine”, con Massimo Borassi e Marco Dell’Oro, da diversi anni impegnati nella promozione e nella riscoperta della musica organistica nel lecchese. Musica che loro stessi hanno contribuito a permettere di riscoprire. Oltre ad una bella sonata di Mozart, trascritta dal pianoforte, dove la sonorità dell’organo ha donato una ricchezza timbrica in più, interessante il Preludio e Fuga in do maggiore, di Albrechtsberger, dagli echi bachiani, ma che proiettava verso il romanticismo, anche nella fuga, dal sapore melodico. Degno di nota, sicuramente, l’”Ave Maris Stella” di Marco dell’Oro, dove la melodia gregoriana, sullo sfondo, si alternava ad episodi musicali che riportavano alla grande musica francese, con una sonorità che “apre”, e dove le armonie ardite portavano in maniera decisa verso il presente e il futuro.

Bello immaginare questi brani sul nuovo organo: lo stesso Daniele Invernizzi ha parlato di “immaginarli!” sull’organo Mascioni di Barzio. Io li voglio immaginare sull’organo di Cremeno, che saprà loro donare, sicuramente, un tocco in più. Soprattutto al brano di Marco Dell’Oro: infatti, il nuovo organo sarà in stile francese. Uno dei pochi in Italia, e perfetto per quelle sonorità, e per tutte tutto ciò che la riecheggia, come il brano di Marco.

rassegna-coro-experientia-2La serata di Introbio, del 29 novembre, ha saputo fondere la tradizione polifonica con quella popolare e, in senso lato, “di montagna”. Ancora con il Natale protagonista. Tre gruppi vocali, per un solo direttore: la sicuramente molto brava ed appassionata Maria Grazia Riva, che, ormai da oltre un anno, dirige il Coro Valsassina. Il gruppo è stato tra i protagonisti della serata, con la sua bella vocalità, con i suoi brani coinvolgenti, con la sua grande passione e simpatia, arricchita, per la serata, da luminosi cappelli in stile natalizio. Copricapo dal quale non si è esentata nemmeno la direttrice. È sempre bello sentire questo gruppo, e percepire come, ogni volta, ha qualcosa i più, dato anche dal “tocco femminile” di Maria Grazia, che, con la sua passione e la sua competenza, sta portando questo gruppo verso livelli sempre più alti. Risentire alcuni dei suoi “classici”, come “Piccola canta di Natale”, o il noto “Bianco Natal” nell’elaborazione di Emilio Piffaretti, in maniera sempre nuova, è davvero bello, e mostra come, davvero, non ci si debba mai fermare, ma sempre essere “in cammino”.

rassegna-coro-experientia-1Oltre a questo gruppo, che ha occupato la parte centrale della serata, altre due formazioni. Una più estesa, il gruppo vocale “S. Antonio Abate” di Introbio (quello della Chiesa Parrocchiale) e una più ristretta, il gruppo vocale “Experientia”Entrambi i gruppi ci hanno fatto viaggiare nel tempo e nello spazio, accostando epoche diverse, e diverse sonorità, passando dal rinascimento alla tradizione popolare, che si perde nella notte dei tempi, sino all’epoca contemporanea. Il gruppo vocale di Introbio è stato “rinforzato” dai cantori del gruppo Experientia, che hanno aggiunto profondità alla sonorità d’insieme, con i loro notevoli timbri e la loro preparazione vocale e musicale. Emanazione solistica della prestigiosa “Accademia Corale di Lecco”, il gruppo consta di un ottetto, composto da cantori dalla notevole preparazione musicale. I loro timbri si stagliavano nell’aria, riempendola di musica, con armonie spesso ardite e notevoli, quali quelle di Rutter, con la sua “Christmas Lullaby” o la sequenza gregoriana “Ubi Caritas”, armonizzata dal norvegese contemporaneo Ola Gjeilo, che, mantenendo il tema originale, lo ha arricchito con particolari armonie, a tratti quasi dissonanti, che poi si ricomponevano, come in un affresco musicale. Anche il noto “Adeste Fideles”, nell’armonizzazione di Franco Monego, assumeva qualcosa di particolare, con qualche cambiamento ritmico, che aggiungeva bellezza e particolarità al tema originale. Anche il Gruppo di Introbio, diretto da Maria Grazia Riva da circa un ventennio, ha denotato una, sicuramente buona, vocalità, ed una notevole voglia di proporre brani interessanti, tra i quali alcuni del compositore contemporaneo Giacomo Mezzalira, dalle armonie classiche, con qualche apertura a nuovi elementi.

Due serate diverse, che ci hanno donato bellissime emozioni musicali. Grazie a tutti coloro che le hanno rese possibili, primo fra tutti Daniele Invernizzi, che, con la sua voglia di “far parlare” la musica, riesce a proporre momenti musicali di sempre maggior interesse.
Ed è bello, in questi momenti, comprendere che la musica è “viva” e può davvero costituire, con il potere del suono, una profonda forza trasformatrice per tutta l’umanità.

 

 

 




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