RSA BARZIO/”NON OSPIZIO MA CASA DOVE STAR BENE ANCHE SE LO SI DIMENTICA”



Oggi un’ospite, Giovannina, in ascensore tornando in reparto dall’incontro con i figli, mi ha detto: “grazie, mi ha regalato un pezzo di vita in più”. Quando mi chiedono se non sia “difficile lavorare con gli anziani” rispondo che per me è naturale stare con loro e dare una mano, la parte più “facile” perché mi dà gioia poterli far stare bene. Anche per un attimo.
Anche se dimenticano.
Anche se il giorno dopo (o un’ora dopo) non ricordano chi io sia.

Se per un momento hai fatto sorridere, commuovere, emozionare, divertire, scaldare il cuore di una persona fragile, per me hai già “vinto”.

Casa Sant’Antonio non è un “parcheggio”, non è un “ospizio”, non è un posto in cui si “viene lasciati a se stessi”.
Casa Sant’Antonio è casa.

Con i pregi e i difetti di una famiglia, i pregi e i difetti di un posto in cui il medico “deve” dare indicazioni e limiti, i pregi e i difetti di una residenza sanitaria.
È comunque casa.

Gli ospiti hanno un nome, non sono numeri. Conosciamo le loro storie, le loro famiglie, i loro nipoti.
Sappiamo quando fanno “più fatica” e quando le giornate “prendono colore”.
Conosciamo i momenti in cui sono “spaesati”.
È casa.

Quel che facciamo lo facciamo per loro, per poterli stare bene, o almeno: al meglio delle nostre possibilità e delle possibilità di chi ha una “certa età” e diverse patologie.
È casa.

Noi la viviamo così.
Ringraziamo chi comprende,
chi crede nel nostro approccio, chi ci sostiene, dentro e fuori la Rsa.

Veronica Bonicalzi
Direttrice di casa Sant’Antonio

 




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