RIFLESSIONI DI UN PENSIONATO. “VALSASSINA: LA NOSTRA TERRA FRA PASSATO E FUTURO, A QUATTRO PASSI DALLA METROPOLI”



È più conosciuta come la Terra del ferro e dei buoni formaggi che dei sassi che pur ci sono in abbondanza ma é soprattutto Casa nostra, ci stiamo proprio bene e ci torniamo volentieri ma piace anche ai molti che abitano nelle vicinanze della Valle e non perdono occasione per vistare il suo territorio di media montagna e dunque di facile accesso: una verde lingua di terra stretta fra le montagne che si affaccia sull’azzurro del Lario che si può ammirare e quasi toccare dalla vetta della Grigna.

Ricordo di averla descritta in questi termini una ventina di anni fa quando ormai si intravvedeva la fine del tunnel della mitica Lecco-Ballabio, strada attesa da mezzo secolo dai Valsassinesi oltre che da turisti e villeggianti. Dicevo che, con la soddisfazione di poter percorrere presto l’alternativa alla vecchia strada provinciale incassata nei meandri viari tra Laorca e Malavedo, serpeggiava fra gli stessi Valsassinesi anche il timore di vedere snaturato il territorio di fondovalle proprio “Grazie” alla maggiore facilità di accesso ma questo non é avvenuto.

La Valsassina oltre a regalarci splendidi paesaggi ed eccellenze gastronomiche tipiche della Montagna é però anche una Terra fragile dal punto di vista idrogeologico e ben lo sappiamo: basti ricordare nel territorio di Primaluna la Ruina di Gero che nel novembre 1762 fece un centinaio di vittime, travolgendo quasi completamente quel paese e in parte anche il confinante abitato di Barcone. In tempi più recenti non abbiamo certo scordato la frana di Bindo che 20anni fa non provocò vittime fra la popolazione solo grazie alla lungimirante e autorevole prudenza dimostrata dal giovane sindaco di Cortenova.

L’Ambiente di Casa nostra e la sua naturalità riescono comunque a conservare una sostanziale integrità pur garantendo alle attività dei suoi abitanti il necessario sviluppo, con conseguenti modifiche del suolo che per ora si sono mantenute entro limiti accettabili e tali da poterci assicurare il lavoro e dunque una vita dignitosa.
Ci sono anche altre situazioni problematiche in Valle e criticità del territorio che sembrano innocue perché spesso nascoste alla vista e celate dalla uniforme copertura boschiva che caratterizza le pendici della Grigna ma anche i versanti montuosi dell’intera Valsassina. E’ questa una realtà che accomuna le Terre alte ma ci sono professionisti preparati che se ne occupano, eppure é bene non dimenticarsi mai della loro presenza quando ci si addentra sui sentieri della montagna.

Concludo queste riflessioni citando un conosciuto e antico adagio popolare che racchiude una sincera verità squisitamente culturale di cui dovremmo tutti prendere piena coscienza e soprattutto cercare di ricordarcene prima di compiere ogni nostro atto quotidiano, per conservare l’Ambiente in cui viviamo e per poterlo “riconsegnare” in condizioni migliori di come ci é stato affidato, infatti: “La Terra non é un’eredità ricevuta dai nostri Padri ma un prestito da restituire ai nostri figli”.

Claudio Baruffaldi

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