“E COSÌ LA ZAMPOGNA INCANTÒ LA VALSASSINA…”. PER ‘LA FUCINA’ LA LEZIONE-CONCERTO DI ALESSIO BENEDETTI



BARZIO – Zampogne, pive e cornamuse non hanno più segreti per La Fucina, grazie al maestro Alessio Benedetti e alla sua lezione-concerto. Con passione e simpatia il musicista di Prato San Pietro – ospite dell’associazione culturale nell’appuntamento dedicato allo scambio degli auguri – ha trasportato il pubblico della sala civica di Palazzo Manzoni nella quasi millenaria storia dello strumento le cui melodie richiamano atmosfere natalizie.

Ma non solo. Benedetti ha raccontato anche della sua esperienza da zampognaro, un debutto che risale a ormai trent’anni fa quando l’allora parroco di Cortenova decise che il presepe vivente avesse bisogno di un po’ di musica. E a chi rivolgersi se non all’organista del paese? Ecco quindi l’incontro con Alessio, il viaggio da un celebre liutaio del centro Italia e il ritorno con un otre dotato di canne e ance.

Una relazione nata per caso e consolidatasi fino ad oggi, tanto da rendere impensabile un Natale in Valsassina senza la presenza della zampogna di Alessio Benedetti, accompagnata dalla inseparabile ciaramella (il “piffero” che ne completa la melodia).

E quindi in Valsassina esiste una tradizione della zampogna? “Adesso c’è – vi risponderebbe Benedetti – perché alla base di ogni tradizione c’è sempre qualcuno che se la inventa”.

Oltre agli aneddoti, ovviamente, non è mancata la musica. Sonorità familiari, nenie natalizie e qualche canto da intonare insieme al pubblico che senza imbarazzi si è lasciato convincere.

C.C.

 

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