IPERAL A PASTURO, TRE SINDACI DICONO NO. MA IL PARERE NON È VINCOLANTE



PASTURO – Volendo mescolare pubblica amministrazione, economia e politica (quella dei partiti), si potrebbe facilmente far sintesi così: il sindaco leghista di Pasturo chiede un parere – ai sensi della legge – ai Comuni vicini sul famoso centro commerciale Iperal sulla piana del Centro Valle, e tre sindaci della Lega gli dicono di no.

Riassunto estremo e privo dei dettagli, che mai come in questo caso risultano essenziali. Altrettanto in breve, va detto che il parere richiesto non è vincolante e dunque il borgomastro di Pasturo può infischiarsene dell’opinione dei suoi colleghi.

Meglio però approfondire, ché la questione è delicata oltre che molto sentita, a vari livelli.

Rapida cronistoria: il 27 novembre del 2023 Iperal ha avanzato al Comune di Pasturo la domanda per il rilascio dell’autorizzazione di media struttura di vendita (con una superficie pari a 1.500 metri quadri) per il settore alimentare e non alimentare. A quel punto, tra le tante pratiche correlate, il municipio guidato da Pier Luigi Artana ha inviato ai sensi della DGR 05/12/2007 n. VIII 6024 la richiesta di parere motivato ai Comuni contermini relativa appunto a quell’attività commerciale, prossima a diventare realtà. In quanto impresa “a carattere sovracomunale”. Si tratta, è bene ribadirlo, di una opinione meramente consultiva da parte dei vicini di casa. Come detto, una valutazione non vincolante nei contenuti e che Artana dovrebbe tenere in conto per questioni di opportunità ma senza obblighi, tecnicamente parlando.

Di certo però il caso si pone, visto che a dire di no sono stati tre municipi (della stessa colorazione politica, ovvero leghisti) di Pasturo: Barzio, Cremeno e Ballabio. Ma i partiti, lo abbiamo anticipato, hanno poco a che vedere con la vicenda – ed è piuttosto casuale che i dinieghi giungano da sindaci affini politicamente a quello pasturese. La realtà è che il minimo comune denominatore di questi “no” origina dai timori dei paesi vicini a Pasturo per il futuro dei negozi e delle piccole imprese commerciali che rischiano di sparire dopo l’entrata in scena dei 1.500 metri quadri Iperal di cui sopra.

E gli altri Comuni chiamati in causa? Due (Esino e Mandello) sono sì “contermini” ma talmente distanti da Pasturo – c’è semplicemente la Grigna di mezzo… – da non avere interesse a rispondere. Mandello, come conferma il sindaco Fasoli, non ha proprio replicato. Da Primaluna e Introbio non è stata recapitata alcuna risposta entro i termini previsti (dieci giorni dalla richiesta avanzata dal municipio pasturese).

Se dunque in carenza di pareri questi si intendono acquisiti come favorevoli, la domanda dovrebbe aver visto complessivamente tre “no” autentici (quelli citati di Ballabio, Cremeno e Barzio) e 4 “silenzi considerati assensi”. Guardando semplicemente ai numeri, un via libera a maggioranza, nei fatti una bocciatura motivata visto che tre amministrazioni molto vicine geograficamente si sono espresse in senso negativo rispetto al progetto dell’Iperal.

Tra quanti hanno dato parere sfavorevole, il sindaco di Cremeno Pier Luigi Invernizzi spiega, stemperando possibili polemiche, che rispetta le scelte fatte da Pasturo, pur non condividendole. “Abbiamo sempre lamentato che le piccole realtà di vicinato stanno morendo, fan fatica e via dicendo – dichiara Invernizzi a VN -. Abbiamo aderito in questo senso al nascente Distretto del Commercio, per favorire le attività di piccole dimensioni; abbiamo già un supermercato a Cremeno, sarebbe un controsenso favorire queste e poi dare parere favorevole a una grande struttura (l’Iperal, ndr) che potrebbe rappresentare una ulteriore penalizzazione per queste imprese. Pasturo ha fatto le sue scelte, che rispetto; noi facciamo le nostre”.

RedPol

 

 

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