LATTE: CONFAGRICOLTURA CHIAMA UNA MANIFESTAZIONE UNITARIA PER SCONFIGGERE LA CRISI



MILANO – “La nostra capacità di resistere all’indifferenza del Governo davanti ai profondi problemi dell’agroalimentare e soprattutto del comparto del latte è giunta al termine: siamo pronti ad affiancarci a tutte le altre sigle sindacali che decideranno di compiere gesti di protesta importanti – ha detto Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Lombardia – perché la nostra Organizzazione persegue l’unità di intenti quando i propri allevatori patiscono una situazione di mercato così difficile e crede fortemente che solo un’agricoltura unita può scardinare le priorità dell’esecutivo e ottenere il riconoscimento di stato di crisi per il comparto lattiero-caseario”.
Una posizione che è frutto degli incontri tenutisi negli ultimi giorni con gli allevatori associati, costretti a confrontarsi quotidianamente con una situazione sempre più allarmante. “Non possiamo più proseguire lungo questa strada, perché l’unico esito sarebbe la chiusura delle aziende – ha rimarcato il numero uno di Confagricoltura Lombardia -, in quanto i costi di produzione sono nettamente superiori al prezzo riconosciuto all’allevatore e questo è diventato economicamente insostenibile ed umanamente indecente”.

logo-confagricoltura-lombardiaLa grave situazione coinvolge tutti gli allevatori della Lombardia e per questo motivo è necessario unirsi in una singola manifestazione di piazza per portare la questione all’attenzione dell’intera opinione pubblica e lanciare un chiaro messaggio al Governo.

Anche secondo il presidente della Federazione Nazionale Lattiero – Casearia di Confagricoltura, Luigi Barbieri, ciò che può invertire la rotta della grave congiuntura economica è l’aggregazione tra tutti i veri protagonisti dell’agricoltura: “Abbiamo bisogno di unire non solo l’offerta per essere più forti sui mercati nazionali ed internazionali, ma anche le iniziative di protesta. Solo se ci mostreremo compatti e coesi chi ha il potere e il dovere di sostenere il settore non potrà nascondersi dietro alle divisioni sindacali che, se fino ad oggi hanno fatto parte della dialettica e del confronto, ora sarebbero incomprensibili e ingiustificabili nei confronti degli allevatori”.

Servono aiuti, interventi specifici e se per ottenere questi risultati serve scendere in piazza o addirittura compiere gesti più importanti e clamorosi, Luigi Barbieri non si tira indietro e si allinea alle posizioni di Lasagna: “L’unità degli allevatori per avere risposte concrete da parte delle Istituzioni e una più equa distribuzione del valore lungo la filiera del latte risultano indispensabili per frenare questa crisi senza fine”.

 

 

 




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