NUOVA LECCO-BALLABIO: IL RICORDO DI 10 ANNI FA, TRA LA “PRIMA” IN CODICE ROSSO E IL SOLITO BLOCCO DELLA “VECCHIA”



BALLABIO – Pioveva, a Ballabio in quell’ormai lontano fine febbraio del 2006, e l’acqua che scendeva ben presto divenne neve. Come nelle grandi occasioni, la pioggia, la gente vestita bene (tra sindaci, presidenti, governatori, ministri e altri alti papaveri pubblici) e i tanti curiosi convenuti, in jeans e giubbotto, per assistere a quell’inaugurazione che segnava un po’ una data storica, dove l’aggettivo per una volta non andava sprecato. Misilmeri News - Nominato il Commissario per il Consiglio ComunalePerché l’attesa era stata così lunga e intricata e spinosa, i ritardi e le apprensioni non erano mancati e solo la spallata decisiva del fantastico Prefetto Marcellino (chi se lo ricorda, il Prefetto Marcellino con i suoi “tavoli” e le insistenze e le giacche tirate tra Lecco, Milano e Roma?…) era riuscita a far concludere l’iter di un’opera neanche faraonica ma tanto importante per tutti noi.

Eppure oggi ce ne siamo pressoché dimenticati. Come per quelle operazioni che ti restituiscono la vita, si preferisce scordare tutto: l’antefatto, la malattia e perfino poi la guarigione. E dire che proprio quel 24 febbraio 2006 avvennero degli episodi che avrebbero dovuto, a posteriori, essere ricordati in quanto emblematici.

Si chiudeva un’epoca (quella delle code infinite, dello stress, dell’inquinamento, delle lotte e dei Tir “scaglionati”) e
se ne apriva un’altra, certo migliore. Non più ore e ore per raggiungere Ballabio e Valsassina da pochi chilometri più sotto ma 5-10 minuti; fine dell’occupazione su 4 o più ruote dell’inferno di Laorca e Malavedo, addio allo stress ed all’eccesso di smog, basta camion schiantati a Pomedo, meno rischi per ambulanze e mezzi di soccorso in genere… Ecco, emblematica fu proprio quella sirena d’ambulanza il cui rumore squarciò l’atmosfera di festa del pomeriggio inaugurale: era la primissima poter salire in pochi minuti dal “Manzoni” alla Valsassina – dove c’era da soccorrere una persona in “codice rosso“. E finalmente i tempi di quella breve tratta potevano essere davvero corti, come in un qualunque territorio ‘civile’.

E altrettanto sintomatico era quanto accadeva altrove, lungo la “vecchia” (da allora la chiamiamo così) Lecco-Ballabio, dove un mezzo pesante aveva rovesciato sulla strada il proprio carico, bloccando per l’ennesima la circolazione tra capoluogo e Valle e procurando ancora una volta file interminabili di autoveicoli. L’ultima occasione del genere, o quasi.

Che le cose siano cambiate, tanto, è chiaro ed evidente a tutti. Tanto chiaro da essere diventato quasi un dato di fatto, in grado di farci scordare cosa significava arrivare a casa o al lavoro o consegnare delle merci qua da noi PRIMA di quel famoso 24.02.2006.

Aarchivio2556.jpgdesso, la “nuova” c’è, e basta. Il dibattito eventualmente si è spostato di volta in volta su altri aspetti, sui tanti (troppi) lavori di manutenzione ai quali è stata e tutt’ora viene sottoposta la strada, sulle infiltrazioni d’acqua delle gallerie, sui sorpassi poco opportuni e su un’uscita “personalizzata” che fa gridare allo scandalo, all’altezza di Versasio
Ma l’opera è lì e ci serve, tanto.
Per questo, “scusandoci per il ritardo” è giusto celebrarne i primi 10 anni.

VN

 

 




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