PREMANA E QUEL PARERE LEGALE CHE “INCHIODA” IL COMUNE AL NO ALLA CENTRALE SUL TORRENTE FRAINA



ESCLUSIVA VALSASSINANEWS/PREMANA – Non è un parere vincolante ma certo, avendolo chiesto la stessa amministrazione comunale, conta. Deve contare. Altrimenti, sarebbe da capire il motivo per cui è stato appunto domandato ma poi non utilizzato.

VAL FRAINA BOSCO E ACQUALa nostra redazione ha lavorato in queste ultime ore per scavare a fondo nella vicenda di cui tutti parlano, in paese. E a poche ore dal voto sullo sgravio dell’uso civico richiesto da un gruppo imprenditoriale valtellinese per poter aprire una nuova centrale idroelettrica sul Fraina, siamo in grado di dare conto del parere “pro veritate” richiesto recentissimamente dal municipio premanese ad un legale: si tratta della consulenza, in forma appunto di parere, che indica al cliente che ne fa richiesta gli scenari e le soluzioni giuridiche nell’interesse equidistante della verità. Come dire: l’avvocato chiamato ad esprimerlo non dice a chi gliene fa richiesta che cosa “conviene fare” ma quali sono situazione e prospettive. Nello specifico: che succede se il Comune di Premana nega alla Bissi lo sgravio per l’utilizzo delle acque del torrente Fraina.

Risultati immagini per Consiglio di StatoDa indiscrezioni in nostro possesso, il famoso parere pro veritate sarebbe chiarissimo e indicherebbe alcuni elementi precisi a favore del “no” allo sgravio. Nella documentazione legale infatti si farebbe riferimento ad almeno due importanti sentenze del Consiglio di Stato (la n. 1698 del 2013 e la 1914 del 2014) secondo le quali le amministrazioni devono legittimamente subordinare lo sgravio di usi civici a valutazioni ambientali e a procedure di gara – elementi questi che sembrano mancare nel caso specifico della questione Bissi-Fraina. Ma c’è di più: il timore di eventuali azioni risarcitorie verso Comune (e singoli consiglieri), azioni già ipotizzate nella pesante diffida inviata da Energia Futuro al municipio premanese, viene meno in funzione del fatto che – sempre secondo il parere fornito dallo studio legale interpellato – il danno sarebbe dovuto solo in caso di illegittimità degli atti in questione. Come dire, se anche la società danneggiata si rivalesse per un danno effettivo, questo non comporterebbe sanzioni in quanto la decisione presa dall’ente pubblico risulta legittima.

Certo, la “minaccia” contenuta nella diffida dell’azienda della Bissi Holding era ed è forte. E a Premana pare chiaro che rinvii, patemi d’animo e le ultime clamorose dimissioni di tre consiglieri sono tutti fattori strettamente collegati a quella dura presa di posizione dell’impresa valtellinese. Adesso però la palla passa al consiglio – o a ciò che ne rimane. A quella “maggioranza” ormai ridotta a sole cinque unità dopo l’addio di Maria CodegaFabio Fazzini e Gabriele Codega (nelle foto sotto) che dovrà esprimersi questa sera sulla patata bollente che ha procurato lacerazioni anche sociali, con discussioni infinite e – si dice – perfino qualche scontro al limite delle “mani addosso”. E il tutto, prima ancora del voto decisivo delle 20:30 di oggi.

   

bissi-marco-da-valtellinanetRisultati immagini per Bertoldini SILVANODato per scontato il “sì” di Premana Centrodestra, da sempre a favore delle centrali e il cui candidato sconfitto alle elezioni di due anni fa Silvano Bertoldini è l’ex sindaco che ha firmato la convenzione con la Bissi del 2010, accordo svelato dal nostro articolo di sabato scorso, convenzione-premana-energia-futuro-bissi-coverresta da capire se i rimasugli di maggioranza guidati da Nicola Fazzini seguiranno le linee del programma che ha portato “Vivere Premana” a vincere a sorpresa le elezioni del 2014. Basandosi molto su quella promessa (le parole di seguito sono tratte proprio dalle linee programmatiche della lista di Fazzini): fermare “le concessioni in territori come quello di Premana, già profondamente segnati da un impatto ambientale significativo causato dalle concessioni in essere”.

programma-copia

Il clima che si prospetta in aula questa sera è teso. Alpigiani e comitati stanno preparando una fortissima contestazione nei confronti di chi voterà a favore dello sgravio e le ultime notizie parlano di altre possibili dimissioni e quantomeno di seri tentennamenti nel gruppo di Fazzini.

La stessa maggioranza che ha chiesto quel “parere pro veritate” e dunque o ne terrà conto opponendosi allo sgravio, oppure dovrà far fronte alla contestazione e naturalmente dovrà spiegare il perché di un voto favorevole malgrado appunto il parere di cui sopra. Che in uno sforzo di trasparenza e democrazia, sarebbe il caso di leggere pubblicamente proprio in occasione della discussione consiliare. Oltretutto, è un parere che come tutti i pro veritate, viene pagato – in questo caso da un ente pubblico.

 

 

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