LETTERA: LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2023 E I SOLITI PROBLEMI DA RISOLVERE



Fra un paio di settimane un ristretto numero di cittadini residenti nel territorio della Comunità Montana Valsassina sarà chiamato a rinnovare i componenti dei loro consigli comunali eleggendo il nuovo sindaco che reggerà le sorti di quelle amministrazioni per i prossimi cinque anni, salvo sempre possibili incidenti di percorso.

In particolare i seggi saranno aperti nel piccolo comune di Valvarrone, dove correrà in monolista l’apprezzato sindaco uscente Luca Buzzella, ma anche nella Commissariata e più popolosa Ballabio che dopo un paio di anni di polemiche e turbolenze tutte interne alla maggioranza, eletta nel settembre 2020, vedrà confrontarsi due liste dagli opposti colori politici.

Se nel primo caso l’esito sembra scontato perché è sufficiente che voti il 40% degli aventi diritto, a Ballabio si prospetta invece una singolar tenzone, proiettata sulla diversa e opposta concezione che i contendenti in campo hanno anche in materia di tutela dell’ambiente, sviluppo socioeconomico del territorio comunale ma a dividerli ci sarà pure la fiorente indennità di carica a cui uno dei due candidati ha già rinunciato e, di fatto e per vari motivi, almeno lui, non peserà per nulla sulle tasche dei suoi concittadini.

La più geograficamente defilata Valvarrone ma anche il Comune di Ballabio, per converso così vicino al capoluogo di provincia, sono però territorialmente accomunati da situazioni viabilistiche che passando dalla media Valsassina attendono ancora una soluzione definitiva: serve, infatti, mettere in sicurezza i tratti di strada senza parapetto costruendo anche le indispensabili protezioni dalle invernali slavine e da scariche di sassi sempre possibili in ogni stagione dell’anno. Tanto per restare in zona, iI riferimento corre alla Ballabio-Morterone ma anche alla tortuosa e stretta strada per i Piani dei Resinelli senza trascurare, tra la Valsassina e il Lago, la futuribile ma utilissima soluzione legata alla realizzazione del tunnel Taceno-Portone-Bellano. I fondi del PNRR dovrebbero servire anche e soprattutto a risolvere le annose aspettative della nostra gente di montagna, tradizionalmente rassegnata a vedersi superare nell’assegnazione dei contributi economici da aree geografiche più popolose e dunque più attrattive per i politici di bassa lega in perenne ricerca di voti.

Ora che in questo momento storico c’è dovizia di fondi c’è però da augurarsi che siano acquisiti, spesi razionalmente e correttamente gestiti nei tempi previsti.

In questo incerto contesto ancora si attendono conferme sul finanziamento e dunque sul completamento della cosiddetta tangenziale di Primaluna che, stando ai tardivi, si dice – visto che non è ancora stata organizzato un incontro con la popolazione interessata dal progetto – sta nascendo monca rispetto al progetto generale di superamento di tutti i nuclei abitati del Comune di Centro Valle, come era stato invece concepito dagli amministratori pubblici comunali fin dai primi anni ’80 del secolo scorso. Realizzare solo in parte una strada di neppure 4 chilometri a causa dell’attuale e conclamata incapacità di finanziarla integralmente, rappresenta un colossale insuccesso della politica locale e a ricordaglielo, anche in futuro, non sarà soltanto chi scrive ma soprattutto quel 60% di cittadini della Valsassina che, evidente delusi dal fallimentare e inconcludente andazzo, non si recano più alle urne da parecchi anni. Ciò in attesa del sempre possibile “colpo di teatro”. Forse e magari.

Claudio Baruffaldi

Già sindaco di Primaluna (1985-1995),
presidente Comunità Montana VVVR (1992-1996)

 

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