DON STEFANO COMMENTA LE LETTURE DELLA TERZA DOMENICA DI PASQUA



Ai discepoli smarriti, confusi e spaventati per l’annuncio che aveva dato dei giorni di dolore e di passione che lo attendevano, Gesù propone di affrontarli credendo nel Padre e in lui. Perché lui farà così. Affronterà i terribili giorni di passione riponendo tutta la sua fiducia nel Padre, Dio dei viventi. La fede fiducia nel Padre gli consente di pensare alla morte come a un ritorno da dove è venuto per amore nostro.

Invita i suoi discepoli a imparare a guardare alla morte cosi, come un ritorno a casa. Nel cuore del Padre c’è un posto per ciascuno di noi. Pensato e preparato con amore che sarà la nostra dimora per l’eternità.

Gesù vuole preparare i suoi discepoli a quello che accadrà a breve a lui e a loro. Li guarda con amore…chissà quante domande bruciavano nel loro cuore cui non riuscivano a dare risposta. Perché? Perché condannare a morte chi ha solo amato e donato vita? Perché lui non faceva nulla per evitarla? Può essere davvero l’amore il senso della vita? E che sarà di noi? Cosa ci succederà? Come potremo vivere la sua morte? Gesù offre a loro le certezze che lui stesso custodisce nel cuore e che lo guideranno nelle ore della passione aiutandolo a rimanere fedele al suo profondo desiderio di fare della sua vita un grande dono d’amore al Padre e a tutti gli uomini.

Gesù ha sempre cercato di compiere la volontà del Padre perché sempre l’ha amato con tutto se stesso, sempre ha accolto la vita come suo dono e sempre si è impegnato a viverla con gratitudine consegnandola alla sua volontà. Così lo ha annunciato anche agli uomini come Padre provvidente e misericordioso, affidabile, come un padre che non si dà pace finché tutti gli uomini si comprendessero figli suoi e fratelli tra di loro.

A poche ore dalla sua morte cerca di far capire ai discepoli che la sua Pasqua sarà veramente un passaggio, da questo mondo al cuore del Padre per la vita eterna e che quello che accadrà a lui accadrà anche a loro.

I discepoli non devono aver paura, devono credere nel Padre e in lui. Dovranno soprattutto credere come lui. Gesù è la via da percorrere imitandolo, è la verità da accogliere con libertà ed amore, è la vita che si dona perché per tutti fiorisca la vita. Con lui, così, si giungerà nella dimora che lui stesso ci ha preparato nella casa del Padre. Mi piace pensare che il nostro posto è preparato da Gesù con cura particolare, con tutte quelle attenzioni che ci sorprenderanno e ci renderanno veramente felici. Il teologo Bruno Forte diceva che in fondo l’uomo è in esilio su questa terra e che la sua vera patria è il cuore di Dio. Grazie all’amore di Gesù accolto, gustato e vissuto possiamo essere certi che alla fine del nostro esilio entreremo con grandissima gioia nella nostra vera patria, il cuore di Dio.

Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo

 

 

 

 

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