ALTA VALSASSINA – Un episodio tanto insolito quanto inquietante quello avvenuto giovedì della scorsa settimana lungo la strada che dall’Alpe Paglio scende verso Casargo. Protagonista, suo malgrado, il 77enne Vincenzo Vittori, residente a Premana, vittima di un improvviso attacco da parte di un rapace. L’uomo stava rientrando a piedi quando, dopo circa un chilometro in discesa, è stato colpito all’improvviso. “Non ho fatto in tempo a girarmi – racconta a VN – ho sentito un fortissimo dolore alla testa causato dagli artigli di un uccello”. Subito dopo, Vittori riferisce di aver visto due grossi volatili allontanarsi rapidamente: “Poiane, ma forse addirittura aquile“.
L’attacco gli ha provocato quattro tagli sanguinanti al capo, fortunatamente non così gravi da richiedere punti di sutura. Nonostante lo shock e il dolore, il 77enne è riuscito a raggiungere la propria auto parcheggiata nei pressi del CFP e a fare ritorno a casa. Resta il dubbio sulla natura degli animali coinvolti. L’ipotesi delle aquile non è esclusa: dopo aver raccontato l’accaduto ad alcuni cacciatori della zona, questi gli hanno segnalato la presenza di un nido del grande rapace proprio nei dintorni.
Si tratterebbe, in ogni caso, di un episodio senza precedenti per il territorio. Anche dopo alcune verifiche svolte dalla nostra redazione, non emergono spiegazioni certe sulle cause dell’attacco, che al momento resta un fatto isolato e ancora avvolto nel mistero. Ma non escluso, come probabilità, nemmeno da un naturalista da noi consultato, il quale spiega: “Effettivamente un attacco a un essere umano da parte dei rapaci è inusuale e mai documentato; potrebbe trattarsi di una difesa del territorio e ovviamente solo un‘aquila potrebbe fare qualcosa di simile. Oppure, ipotesi più probabile, due giovani esemplari inesperti che fanno prove di predazione: accade spesso a stambecchi adulti che vengono infastiditi da giovani aquile, queste ultime non hanno nessuna probabilità di poter sollevare un ungulato”.
RedCro









