OL DÌ ‘LLA NÈEF A PREMANA: GRANDE FESTA PER PADRE ANGELO GIANOLA



PREMANA – Una parrocchiale dedicata a san Dionigi ricolma di fedeli di tutte le età questa mattina a Premana per la tradizionale devozione “per grazia ricevuta” dell’ “ol dì ‘lla nèef” in cui si ricorda l’evento accaduto nel 186, 3proprio l’11 gennaio “domenica, quando tutta la popolazione di Premana si trovava raccolta per le funzioni parrocchiali in chiesa. D’un tratto, come scosse da violento terremoto, traballarono le mura. Sfondate le porte, infranti i vetri, parve un momento che tutto l’edificio crollasse: una enorme valanga si era abbattuta contro la Chiesa. Quasi sospinta da arcana irresistibile forza, il popolo in preda al terrore, si trovò stretto intorno all’Altare, dove il vecchio parroco don Pietro Acerboni finì a stento la messa assistito dal coadiutore don Antonio Carissimo. Parve a tutti miracolo che nessuno rimanesse vittima dell’immane valanga.” Da allora questo evento si tramanda ogni anno come festa grande con scuole chiuse e forte devozione religiosa al pari di una festa patronale.

IMG_1122La ricorrenza vedeva anche numerosi anniversari primo tra tutti il 70° di consacrazione sacerdotale di padre Angelo Gianola missionario premanese per molto tempo in Brasile dove ha ricoperto anche il ruolo di Vicario Episcopale in una grande città. E’ stato lo stesso Vicario Episcopale della Zona Pastorale III don Maurizio Rolla a celebrare l’anziano missionario dicendo a tutti che “… si sente stanco, ma non stufo di essere al servizio di Dio!”.

Gli altri anniversari festeggiati erano: Don Graziano Bertolotti 50° – Don Antonio Codega 45° – Don Marco Riva 30° – Don Michele Gianola 15° – Padre Paolo Pomoni 15° – Don Marco Zanotti 14° – Don Michele Buttera 5° – Sr. Maria Ausilia Gianola per il 60°, Sr. Lorenza Calcagni per il 50° e a Sr. Marilena Fazzini per il 20°. Presenti anche don Lucio Galbiati il Decano della Valsassina e don Bruno Maggioni nuovo parroco della U.P. dell’Alta Valle oltre al parroco di Premana don Mauro Ghislanzoni.

Don Maurizio ha spiegato ai numerosi bambini presenti che i tanti sacerdoti festeggiavano i loro anniversari in particolare gli importanti 70 anni di ordinazione di padre Angelo, definendo che la presenza dei più piccoli alla funzioneE’ una grande testimonianza di trasmissione della fede che il sacerdote deve saper trasmettere sempre nel giusto modo. La trasmissione della fede passa anche nel far emergere la tradizione della chiesa dalle sue radici, (il Gloria è stato cantato in latino) lingua della Chiesa Universale”. Ribadendo: I sacerdoti non si possono nascondere, chi li incontra trova in loro la bellezza, la misericordia, l’ascolto, la coerenza, che faccia le cose bene, sia disponibile…”.

Il Vicario ha evidenziato i tanti preti e le tante suore che sono usciti dalla Comunità Cattolica di Premana: “Nati, donati e grati da questa esperienza e che attraverso di loro il Signore non smette di raccontarci la storia della salvezza.”

Don Rolla ha esortato i presenti ad essere più buoni, ad aprirsi agli altri, ad accogliere il vicino che non si conosce.

Padrea Angelo Gianola

Padrea Angelo Gianola

Al termine della messa padre Angelo, ringraziando i presenti, ha voluto ribadire la sua forte e radicata appartenenza a Premana e alle sue montagne che lo ha aiutato anche nei momenti difficili della sua missione, indicando il pulpito dove ha ricevuto il suo primo mandato. Ha raccontato il piacere di tornare in paese dove tutti lo salutano e gli sorridono nel ritrovarlo, facendolo sempre sentire a casa propria.

Ecco una breve testimonianza dell’impegno missionario di padre Gianola:
Inizia la lavanda dei piedi. Quando arrivo vicino a lui, si alza: “Tu, prete, a me mai laverai i piedi! Sai chi sono io? Sono uno straccione che vive in strada., senza casa, senza famiglia, senza lavoro, sono un uomo disgraziato, peccatore”. Certamente non conosce il significato della cerimonia, ha capito però il gesto di affetto. Si. Siede, e mette il suo piede nel catino. Che gusto lavare i piedi proprio a chi ne ha bisogno! Finita la cerimonia tutti escono. L’uomo rimane seduto osservando quel popolo contento e soddisfatto. Poi si alza e mi viene vicino: “Sai, prete, mai nessuno nella mia vita mi ha voluto bene come tu hai fatto questa sera. Nessuno mi ha lavato i piedi, tutti mi disprezzano…, è la prima volta che qualcuno mi tratta con rispetto. La tua bontà mi dà nuova forza per vivere. Grazie!”. E se ne andò con i piedi puliti, a riprendere il cammino della strada. In quella notte, durante la veglia, e nel giorno del venerdì santo il mio pensiero non si staccava da quell’uomo di strada. Realmente avevo incontrato vivo il Cristo crocifisso. Attende da me un balzo in avanti; esprime l’anelito del popolo povero. Fu un tocco inatteso, uno sprazzo di luce”. 
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