MONTAGNA CONDIVISA, STASERA IN C.M. S’IMPARA A CONVIVERE CON IL LUPO

BARZIO – Si terrà questa sera, giovedì 21 maggio alle 20:30, l’incontro pubblico “Montagna condivisa: convivere in alpeggio tra lupo, cani e presenza umana”, promosso da ATS Brianza con il patrocinio della Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera e con la partecipazione di ERSAF Lombardia. L’appuntamento è ospitato nella sede della Comunità Montana in via Fornace Merlo 2 a Barzio; la partecipazione è libera e l’evento sarà fruibile anche online scrivendo alla mail del Dipartimento veterinario di ATS Brianza per ricevere il link di collegamento.

La serata nasce dalla crescente presenza del lupo sulle nostre montagne e dall’aumento del turismo in quota, che rendono sempre più urgente una gestione consapevole degli animali e delle attività d’alpeggio.

L’iniziativa è rivolta in particolare a pastori, allevatori, tecnici, amministratori e a tutti coloro che, per lavoro o passione, frequentano abitualmente l’ambiente montano e sono chiamati a confrontarsi con i cambiamenti in corso.

Dopo la presentazione a cura del direttore del Dipartimento veterinario di ATS Brianza Diego Perego, il programma prevede un focus sul cane da protezione in alpeggio “dalla scelta al lavoro”, affidato alla veterinaria comportamentalista Antonella Fiore. A seguire interverrà la tecnica di DifesAttiva APS, Maria Luisa Vielmi, per un approfondimento su “Cani da protezione del bestiame – realtà a confronto – chi sono e come gestirli”, con esempi pratici di buone prassi adottate nelle aree dove la convivenza con il grande predatore è già consolidata.

La chiusura sarà dedicata alle strategie per la prevenzione delle predazioni da lupo, illustrate da Claudia Facchini, responsabile provinciale di ERSAF per le squadre LCPUIU dedicate alla gestione dei grandi carnivori nel Comasco e nel Lecchese. L’obiettivo complessivo della serata è fornire strumenti concreti, dal punto di vista tecnico e gestionale, per affrontare il tema della convivenza tra lupo, attività pastorali e presenza umana, trasformando una potenziale fonte di conflitto in un’occasione di crescita culturale per l’intera comunità montana.

RedAmb