Arriva settembre, e con esso ogni anno giunge anche il momento della festa in Cornisella dedicata agli alpini. Quest’anno però la celebrazione ha avuto un sapore un po’ particolare, in quanto si è celebrato l’80° anniversario degli alpini di Pasturo, dalla fondazione nel lontano 1932. Così, dopo le commemorazioni di sabato, oggi si è celebrata la consueta messa in Cornisella, sui monti del paese.
La banda ha accompagnato, suonando l’inno di Mameli prima (sotto il video) e la canzone del Piave poi, per ricordare i caduti durante le guerre. Prima della messa c’è stato il tempo per i discorsi di alcuni capigruppo, e in particolare del sindaco Guido Agostoni. Il primo cittadino ha ricordato in particolare due figure: in primis Antonia Pozzi, in quanto particolarmente legata alle montagne care agli alpini, ma soprattutto perchè fu la madrina alla fondazione del gruppo nel 1932. Quindi Carlo Maria Martini, scomparso recentemente, ma grande amante dei monti di Pasturo.


La messa è stata celebrata da don Antonio, e durante la celebrazione un alpino ha avuto uno svenimento – probabilmente a causa del sole cocente di mezzogiorno. Dopo la celebrazione è stata recitata la preghiera dell’alpino, e infine una poesia della Pozzi dedicata alle montagne.

Quindi i numerosi partecipanti si sono spostati per pranzare in compagnia e cantare, in onore della festa degli alpini.
Una festa senza tempo, che porta sempre gioia, allegria, ma soprattutto tanta voglia si stare insieme.

Per approfondire:
Pasturo: festa di Cornisella nel segno del ricordo,
ma anche dell’allegria
Scritto da: Davide Invernizzi – 11/09/2011
Anche quest’anno grande partecipazione per la festa dedicata agli Alpini. Come da programma, prima si è tenuta la messa, poi è stato il momento per mangiare e divertirsi.
LE FOTO DEL CARDINAL MARTINI IN VALLE.
TRA PASTURO, PIALERAL E GRIGNONE
Scritto da: Redazione Valsassina – 01/09/2012
C’è la passeggiata privata sulla cima della Grigna e la messa ufficiale nella parrocchiale pasturese; l’incontro con gli Alpini e lo scatto all’uscita da un rifugio e ancora la dedica "con benedizione" a un valsassinese. Testimonianze della grande vicinanza dell’arcivescovo scomparso ieri e dell’affinità con don Tullio e i fedeli di questa zona.
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