QUELLA BELLA PISTA CICLABILE VIENE SCAMBIATA TROPPE VOLTE PER… LETAMAIO



Riceviamo spesso segnalazioni e lamentele a proposito dello stato in cui versano alcuni tratti della bellissima pista voluta dalla Comunità Montana ma "gestita", tratto per tratto, dai vari Comuni nel cui ambito corre il nastro ciclabile che giunge quasi ininterrotto fino a Taceno. Le ultime due denunce ci hanno convinti a dare conto di quanto accade purtroppo con una certa frequenza, anche perché si tratta di testimonianze circostanziate, verificate e provenienti da persone assai attendibili.

"Qualche giorno fa – ci dice il primo informatore – ho assistito ad una scena che ha dell’incredibile: passavo sulla ciclabile tra Pasturo ed Introbio quando su una discesina ho visto un ciclista letteralmente scivolare su degli escrementi lasciati da un gregge di pecore che ha girato spesso in quel tratto. Il poverino è caduto a terra, si è fatto male e oltretutto è finito nella m….". E sul passaggio di ovini direttamente sulla pista abbiamo ulteriori riscontri, fatti di telefonate risalenti a un paio di settimane fa. Tutte con la medesima domanda polemica: "Ma non potrebbero essere fatte passare nei campi vicini?".

Più recente un caso raccontatoci da un pensionato che, sempre lungo la camminata ciclopedonale valsassinese, ha incrociato tre cavalieri a loro volta con i loro animali sull’asfalto della pista. "Andavano piano e li ho fermati, chiedendogli perché passassero lì e non fuori dal percorso. In modo abbastanza arrogante uno di loro sa cosa mi ha risposto? Che quella era la loro "ippovia" e dunque facevano un po’ quel che volevano. Gli ho spiegato prima gentilmente che quella NON ERA l’ippovia che passa invece altrove, poi gli ho mostrato i cartelli a lato della pista che indicano proprio il divieto di andare a cavallo e infine visto che continuavano in sostanza a prendermi per i fondelli li ho avvisati che avrei chiamato i carabinieri. Solo allora – conclude il nostro testimone oculare – si sono spostati, imprecando, e hanno lasciato spazio a ciclisti e pedoni. Naturalmente, i cavalli avevano fatto, come è normale, la loro cacca proprio sul tracciato…".

La colpa, per pecore ed equini (e anche qualche padrone di cani), non è naturalmente degli animali ma di chi li "cura". Accanto a questa considerazione del tutto ovvia, abbiamo ricevuto e giriamo a chi di dovere una serie di domane/proposte in materia:

– Quale autorità si deve occupare di controllare la pista?
– Ho chiesto e nessuno sa chi abbia la competenza sulla ciclabile…
– Perché non si vedono mai delle guardie ecologiche o personale di questo genere?
(Questione sollevata da parecchi lettori)
– Esistono delle multe per chi lascia sporcare la ciclabile?

Per il bene di una delle poche realizzazioni davvero "unificanti", prestigiose e che distinguono la nostra Valle, sarebbe il caso che venisse messo un freno a chi sporca (in senso letterale) la bellissima ciclopedonale. E per favore, non fateci assistere al solito palleggio di responsabilità…

Le foto in questa pagina sono di archivio e non riferite direttamente ai fatti descritti nell’articolo

 

 

 

 

 




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