IL DOMENICALE DI R.B./IL BUCO DI BOBBIO E L’INUTILE RINCORSA DI WILE E. COYOTE



Antefatto

La prima pietra del Santuario della Madonna Regina dei Monti e delle Funivie la pose l’allora Cardinale di Milano, Giovanni Battista Montini, il 5 settembre del 1962. Tre anni dopo, il 6 settembre del 1965, con Montini divenuto nel frattempo Paolo VI, il suo successore, Cardinale Giovanni Colombo, benediceva chiesa e altare.

Titolo del film di oggi: “Una storia d’altri tempi, di prima del motore” (Il Bandito e il Campione – Francesco de Gregori – 1993).

“Starring” (tradotto significa “interpretato da”) ol Scioor Sindech e ol Scioor Curaat; “co -starring” (tralascio la traduzione) un Santuari (in dialetto, per cui non manca la “o”) e un’impresa; “special (ma miga tropp) guest” (tradotto “ospite (ma non molto) speciale”) la Forestaal.

Prima scena

La Terra, come tutti sappiamo, si muove. E’ agitata di per sé stessa, e non solo per via di sette miliardi e rotti di umani che la calpestano “h24” attentando alla sua salute. Già, la Terra si alza e si abbassa, trema, si riscalda e si raffredda. E’ sempre stato così e non c’è verso, non cambierà mai sino al giorno in cui le esploderà in faccia il suo Sole.

Seconda scena

Piani di Bobbio, appunto pianeta Terra, anno 1965. Tra le Dolomiti del lecchese viene inaugurata una chiesa, un santuario. Lo dedicano alla Regina dei Monti e delle Funivie. Intorno al Santuario, guarda un po’, c’è della terra. E sotto la terra, dei sassi. Non per nulla siamo in Valsassina.

Terza scena

In cinquant’anni di movimento la superficie terrestre di fronte al Santuario probabilmente si è leggermente abbassata. Una inezia, qualche centimetro, niente apocalisse da 2012, ma sufficiente per far emergere dei sassi che forse starebbero anche bene nel contesto naturalistico di Bobbio, ma che sono scomodi proprio lì davanti all’entrata. Chi va a inginocchiarsi di fronte alla Regina dei Monti deve poterlo fare senza correre rischi. Ecco, serve proprio un bel prato verde.

Quarta scena

DON LUCIO E ANDREA FERRARIOl Scioor Curaat va a trovare ol Scioor Sindech e gli espone i fatti, spiegandogli, tra l’altro, che un’impresa offre gratis (Deo gratias!) manovalanza e mezzi. Ma bisogna far presto, perché poi inizierà a nevicare e se non si parte lancia in resta si rischia di arrivare a metà dell’opera e poi te saludi, arrivederci a primavera. Così ol Scioor Sindech decide (è o non è ol Scioor Sindech?) di ritenere urgente la faccenda e rilascia le opportune autorizzazioni. La ruspa comincia a scavare e tutto sembra procedere per il verso giusto. Sindech e Curaat sorridono contenti, l’impresa è convinta di aver guadagnato almeno un’indulgenza plenaria di durata illimitata e la Regina dei Monti ringrazia per l’attenzione.

Quinta scena

inchiesta chiesa bobbio sbancamentoSulla scena del crimine compare la Forestaal e fa il suo lavoro, probabilmente a malincuore, e sequestra il buco con il Santuario intorno. Sospende immediatamente e con effetto retroattivo la procedura per l’indulgenza plenaria dell’impresa e convoca ol Scioor Sindech assieme al Scioor Curaat dai quali vuole sapere perché e percome.

Ora, ammetto che, in situazioni come queste, sia molto difficile giustificarsi spiegando che la Terra si alza e si abbassa, a volte trema e spesso si riscalda e si raffredda, originando mutamenti del suolo; così come è complicato chiamare in causa la Testimone più vicina al luogo del misfatto che ha il suo bel daffare a rispondere alle invocazioni (molto spesso distratte) del suo popolo.

Troppe volte, nostro malgrado, il buon senso ha le sembianze di Wile E. Coyote e la legge quelle di Roadrunner, per cui non c’è storia, non c’è partita, la sceneggiatura è sempre la stessa e, nonostante i tremori della Terra, l’uno continuerà in eterno a rincorrere l’altro.

Non è dato sapere, ad oggi, come si concluderà il film. Mi auguro che gli amici Andrea e Lucio escano presto e bene da questa vicenda; non so se li aiuterà la loro e nostra Signora, di certo sarà loro di conforto la solidarietà di molta gente; vorrei dire la solidarietà di “tutti”, ma non ci riesco, perché certe situazioni non nascono mai per caso, e di questo, statene certi, la Regina dei Monti e delle Funivie, pur nella sua immensa bontà e pietà, ne terrà conto.

E non ci sarà Roadrunner che tenga.

Buona domenica.

BENEDETTI TESTINA
Riccardo
Benedetti 
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