LA LECTIO DI DON GRAZIANO: UN CRISTIANESIMO VICINO ALL’UOMO



A quanto pare Zaccheo era ritenuto da tutti un caso disperato, un uomo irrecuperabile sul piano dei valori morali e religiosi: un ebreo (un “figlio di Abramo”) che si era venduto ai romani per spillare soldi ai suoi connazionali, in parte per il fisco imperiale e in buona parte per le proprie tasche!

Probabilmente era l’uomo più odiato e disprezzato (almeno da parte degli ebrei) in tutta Gerico. Chissà come mai gli era venuto il desiderio di vedere chi fosse Gesù? Ma Gesù non è andato da Zaccheo per fare un buon pranzo (anche se non è escluso che lo abbia fatto).

E’ andato, come egli dice: “A cercare e salvare ciò che era perduto”. In altre parole: è andato precisamente per “cambiare” quell’uomo. Non sappiamo tutto quello che si son detti Gesù e Zaccheo; l’evangelista Luca ci riferisce solo le “ultime battute” del dialogo, il risultato dell’incontro.

A questo punto torniamo a noi: perché abbiamo letto e ascoltato il racconto di questo fatto accaduto tanti secoli fa? Che interesse può avere per noi al di là del fatto che si tratta di un racconto simpatico?

Il Vangelo non è letteratura. Anche nei suoi racconti più belli, il Vangelo è sempre e anzitutto un messaggio per la vita. E il messaggio che scaturisce da questa pagina di Vangelo mi pare si possa riassumere nei seguenti punti:

  • Noi non possiamo e non dobbiamo mai giudicare e squalificare in modo definitivo nessuno.
  • Davanti a Dio nessuno è escluso in partenza; per lui non esistono “casi disperati”, persone irrecuperabili.
  • L’incontro con Cristo (= ascoltare la sua parola, prendere sul serio il Vangelo…) può veramente “cambiare dentro” una persona, fino a farle mutare radicalmente i propri criteri di comportamento e di vita (vedi Zaccheo prima e dopo!).
  • C’è da chiedersi fino a che punto noi abbiamo veramente “accolto” Gesù nella nostra vita, cioè nei nostri pensieri, nei nostri sentimenti e nel nostro comportamento pratico, lasciandoci “cambiare dentro” dall’incontro con Lui.

Un “incontro” che è avvenuto fin dal nostro battesimo, ma che si rinnova ogni domenica nell’ascolto del Vangelo e nel sacramento dell’Eucaristia.

Don Graziano vicario parrocchiale
Domenica 7 febbraio 2016 – Rito Ambrosiano
Ultima dopo l’Epifania detta “del perdono”
Lc 19, 1 n- 10




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