SAGRA, ULTIMA FRONTIERA. DAL DIARIO DEL DIRETTORE – GIORNO UNO



6 agosto. Il giorno zero è andato, Valeva poco? No, contava molto invece. Pensateci. Mettete uno zero davanti e tutto il resto diventa più piccolo; mettetelo dietro ed il mondo aumenta di valore.

Lo zero di ieri era uno di questi ultimi, qualcuno lo definirebbe un “valore aggiunto”. Ovviamente non sarà stato così per tutti,  d’altronde il gioco non prevede che le scommesse vengano sempre vinte da tutti. Se non provi, però, non saprai mai da che parte saresti stato.

biglietto da dietroDi sicuro ieri pomeriggio sembrava che qualcuno avesse rimesso in funzione la Fornace. Non so come abbiano fatto a resistere i nostri uomini che completavano la pedana e quelli del service del Biglietto per l’Inferno, sbattuti sotto il sole a grondare sudore, tra l’incudine della ghiaia rovente e il martello della nostra stella che picchiava a potenza massima. Qualche refolo d’aria qua e là riusciva ad intrufolarsi tra le pagode, ospite benvenuto e benedetto in attesa della sera e dei suoi più miti consigli, ma talvolta era solo illusione, un miraggio a Pratobuscante.

Alle 18, infine, abbiamo aperto e le danze sono iniziate. Direi lentamente, molto lentamente. Poi il ponte è finalmente uscito dal torpore invernale ed ha iniziato a sfornare auto, i parcheggi si sono riempiti, l’orchestra ha iniziato a suonare e la lenta danza si è trasformata in un buon rock’n’roll.

Mentre tornavo a casa in moto dopo mezzanotte ho cominciato a pensare all’inaugurazione di questa mattina.

Non è facile, arrivati alla cinquantaduesima edizione, essere originali: l’anno scorso era quello olimpico e ce la siamo cavata con tutti i nostri atleti più rappresentativi lì davanti. Quest’anno, navigando a vista, abbiamo trovato un approdo felice nell’arte, e non solo.

Perché il 2017 è l’anno della definitiva consacrazione storica del Maestro bellanasco Giancarlo Vitali con le sue quattro mostre a Milano; è l’anno in cui consegneremo il Premio Sagra ad Andrea Vitali, altro lagheè; ed è l’anno in cui – a questo punto lo posso dire – faremo inaugurare la sagra da due artiste, e sono orgoglioso di questa scelta.

Ieri ci ha chiamato Renato Corbetta per informarci che non riuscirà ad essere presente all’inaugurazione ma che ci seguirà con affetto. Anche noi, caro Renato che tra pochi giorni compirai 97 anni, ti penseremo, stanne certo.

E’ il giorno uno. Ma se non ci fossi stato tu non ci sarebbe mai stato nemmeno un qualsiasi giorno zero e nessuna scommessa vinta.

R. B.


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