PAGAMENTI ELETTRONICI, AGLI ESERCENTI COSTANO DI PIÙ MA LA TOLLERANZA ORMAI È FINITA



LECCO – Da settembre scattano le sanzioni per chi non si adegua all’obbligatorietà del POS, in vigore già dal 2015: quanto incidono e come sono cambiati – in questi due anni di tolleranza – i costi a carico dei negozianti per garantire il servizio di pagamento elettronico? Secondo l’ultimo osservatorio di SosTariffe.it le commissioni sono aumentate di oltre il 19% dal 2015 e i costi totali possono toccare i 6.300 euro annui (oltre il 40% in più rispetto al 2015).

Sul tema dei pagamenti elettronici l’Italia è sempre un passo indietro rispetto ai Paesi del Nord Europa o agli Stati Uniti e il gap nella diffusione della moneta elettronica è ancora presente. Questo si conferma anche nel campo dei POS (Point of Sale, ovvero il dispositivo che permette al cliente di pagare tramite bancomat o altra carta) che, nonostante l’obbligatorietà scattata nel 2015, dal 2016 sono aumenti del 12% (stima Confesercenti).

Uno dei motivi potrebbe essere legato alla mancanza di chiarezza sui costi dei POS, ma soprattutto ai costi per l’installazione e utilizzo del dispositivo, che non è certo gratuito per il commerciante.

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