DON STEFANO COMMENTA IL NATALE DEL SIGNORE GESÙ

Gesù non fa paura! Gesù non fa male a nessuno! È vero! È vero soprattutto se si pensa a Gesù bambino! In tanti si esprimono così in questi giorni per difendere il Natale! Ma preferisco pensare che Gesù almeno un po’ ci inquieta. Davanti al bambino Gesù come è possibile non considerare il fatto che è Dio che ha scelto di venire in mezzo a noi così, nella carne di un bimbo vulnerabile e fragile, in un piccolo paese, figlio di gente semplice e povera, costretto a subire l’aggressività dei potenti, deposto in una mangiatoia, ancora dai potenti costretto a scappare con la sua famiglia.

La scelta di Dio di farsi carne ci interpella, ci inquieta.

Chi si presenta umile ci chiede di essere umili.

Chi si presenta tra noi come bisognoso di tutto ci chiede di non crederci mai autosufficienti, dei discreti “padri eterni”, ci invita a non passare oltre incrociando un bisognoso.

Chi si presenta tra noi nel silenzio della notte nella mansuetudine, nella mitezza, chi chiede di provare il gusto del silenzio, della mansuetudine e della mitezza.

Chi si presenta tra noi povero ci chiede di non perderci nella bramosia di avere sempre di più.

Chi si sottomette ai prepotenti ci chiede di essere misericordiosi, di provare ad amare i nostri nemici.

Chi dorme sulla paglia, al freddo e al gelo ci chiede di non dimenticare che sono troppi i bambini costretti a dormire in tenda, al freddo o in un caldo infernale, inzuppati di pioggia e fango e ci chiede di provare ad essere provvidenza e così presenza della tenerezza di Dio. 

Chi si circonda di semplici e piccoli ci chiede di non giudicare, di non essere superbi o orgogliosi, di non amare l’apparire.

Ci chiede di essergli vicino facendoci prossimi degli altri, e che non capiti a nessun altro di non trovare un posto dove sentirsi a casa.

Il Dio che si fa presente tra noi nella carne di un bambino ci chiede di considerare il nostro essere uomini come una fortuna, un privilegio. Nel creato siamo figli, preziosi, unici, amati e stimati da Dio ed è tutto qua il nostro grande valore.

Ci chiede di abitare davvero nel nostro cuore, di essere amore.

Ci chiede di credere che le cose attorno a noi possono cambiare se iniziamo a cambiare noi stessi

Ci chiede di essere grandi facendoci piccoli, di essere ricchi scegliendo la povertà o almeno la sobrietà, di fare meraviglie dedicandoci alle piccole cose.

Gesù ci chiede di dare senza aspettare nulla in cambio.

Ci chiede di scegliere strade da percorrere nella vita che partano da chi è piccolo e vulnerabile abbandonando definitivamente strade che conducono alla morte di tutto e di tutti: quelle dell’avere, del potere e dell’apparire.

Caro Gesù…non è questo che vivo, non è questo che cerco, non è questo che desidero in ogni attimo della mia vita.

Il tuo Natale non mi lascia tranquillo. Comincio a pensare che se il Natale deve essere difeso devo custodire il timore di essere proprio io la sua prima minaccia seria.

Quanti condividono questi miei pensieri?

Gesù a noi non fa paura…ma…non ci lascia tranquilli!

E noi possiamo essere contenti di questo!

E’ vero? Sono sicuro che anche per tutti possa essere  così!

Allora… non vogliamo lasciarci portare via un Natale così! Ci auguriamo che sia sempre così!

Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo