“Se tu sei il figlio di Dio….”. Gesù è il figlio di Dio. Al suo battesimo una voce, quella di Dio Padre, proclama: questi è il figlio mio prediletto nel quale mi sono compiaciuto. Gesù è figlio e desidera esserlo con tutte le proprie forze. È la sua “passione”, la sua più sentita preoccupazione. Fin da piccolo voleva essere davvero e nel modo migliore figlio di Dio. “Non sapevate che devo occuparmi delle cose del padre mio?” è la risposta di Gesù alla domanda di Maria ”Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”.
Satana vuole vincere Gesù proprio in questo. Lo vuole allontanare dalla verità del suo essere figlio. Lo fa con le tentazioni dell’avere, del potere e del’apparire. Se Gesù lo ascoltasse non sarebbe più il figlio in cui Dio Padre trova compiacimento. In un attimo Satana avrebbe ferito Dio Padre e il Figlio Gesù e in Gesù l’uomo.
La lotta che avviene tra Gesù e satana nel deserto è la lotta per la verità della sua stessa persona.
In Gesù anche noi siamo figli di Dio. Siamo chiamati ad essere come lui figli: nell’impegno quotidiano di essere suoi discepoli, nella fatica di smascherare le tentazioni, di combatterle e di scegliere positivamente e tenacemente la sua vita come orizzonte vitale della nostra quotidianità. Dovremmo ricordarci sempre che anche se peccatori per Dio Padre siamo sempre e solo figli e per Gesù fratelli.
Gesù che armi usa? Che strategia usa in questa lotta?
“di che queste pietre diventino pane”. Cosa fa il Figlio Gesù? Ci ha insegnato anche a chiederlo ogni giorno nella preghiera del padre nostro. Ma ci ha insegnato che va condiviso, va donato, va vissuto come occasione per creare fraternità. Ci ha anche detto che dobbiamo nutrirci di pane e Parola letta con i suoi occhi e vissuta seguendo il suo esempio.
“Gettati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”. Gesù non ha scaricato sulle spalle del Padre quello che doveva vivere lui. Non si è mai sottratto alla scelta di prendere e portare su di sé tutto il dolore del mondo, alla scelta di servire per dare vita, all’impegno di donare tutto sé stesso per rendere presente il Regno di Dio. Il Figlio non ha scelto l’apparire e il potere. Il Figlio sceglie di servire per regnare.
«Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Gesù, il figlio, in tutta la sua vita ha smascherato il pericolo dell’idolatria che distrugge il grande e preziosissimo dono della libertà. Ha amato la sua libertà, ha amato liberare e restituire a chi l’aveva persa la grande dignità di essere figlio o figlia.
Ha mostrato come il fare la volontà del Padre dona gioia e pace.
Abbiamo davanti a noi quaranta giorni per aprirci ancora di più alla nostra verità di essere figli amati chiamati ad amare come Gesù. Potrebbe essere anche un cammino di impegnativa conversione. Accompagniamoci vicendevolmente nella preghiera.
Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo










