NEL PREMIO DEDICATO AD ANTONIA POZZI, BEN 1.526 OPERE IN GARA A PASTURO

PASTURO – Decima edizione da record per il premio internazionale “Per troppa vita che ho nel sangue”, il concorso letterario dedicato alla poetessa Antonia Pozzi che ogni anno richiama a Pasturo centinaia di autori dall’Italia e dall’estero. Alla segreteria del premio sono arrivate ben 1.526 opere, confermando il crescente interesse verso la figura della scrittrice milanese e verso una manifestazione ormai stabilmente inserita nel panorama dei concorsi nazionali.

“Questa è la decima edizione del premio letterario “Per troppa vita che ho nel sangue” dedicato ad Antonia Pozzi» esordisce il vicesindaco di Pasturo Massimiliano Orlandi, ricordando come negli ultimi anni la poetessa stia riscuotendo un successo sempre maggiore anche a livello mediatico, testimoniato di recente anche da articoli usciti su “Avvenire”. Sottolinea inoltre come, anno dopo anno, il concorso ottenga «un riscontro molto positivo sia come numero di partecipanti sia come livello delle opere che vengono premiate”.

Gran parte del merito, rimarca Orlandi, va alla presidente e ideatrice del premio, la poetessa Caterina Silvia Fiore, “che grazie alla sua competenza e abilità organizzativa è riuscita a costruire una giuria composta da figure d’eccellenza nel mondo della letteratura. Per Pasturo questo evento rappresenta “Una vetrina eccezionale di cui siamo molto orgogliosi”, arricchita da tre anni anche dalla Targa del Comune di Pasturo, riconoscimento speciale assegnato a una delle opere in concorso.

Il successo del premio è legato a vari elementi: è un concorso internazionale dedicato a una poetessa di alto spessore; è una competizione ben strutturata, con una giuria qualificata e premi particolarmente ambiti, come la Rosa d’argento, la citata Targa del Comune e la Targa Antonia Pozzi.

Nel giorno della premiazione la mattinata è dedicata alla visita guidata alla casa di Antonia Pozzi, residenza estiva della poetessa a Pasturo, luogo che amava profondamente insieme alle sue montagne. L’amministrazione comunale ha valorizzato la sua figura attraverso un itinerario culturale: 22 pannelli espositivi installati tra le vie del borgo, ciascuno con poesie, pagine di diario e fotografie scattate dalla stessa Pozzi durante i soggiorni valsassinesi.

Nel pomeriggio, dalle 15.30, lo spazio alle premiazioni vere e proprie, articolate nelle diverse sezioni. Per la sezione Silloge il primo posto va a “Ti parlo con il pane” di Nico Mauro, davanti a “Lettere dal fronte” di Franco Signoracci e “Il canto dell’upupa” di Mariella Bernio. La giuria assegna inoltre premi speciali a “L’esatto istante” di Grazia Dottore, “Musa” di Nerio Vespertin, “Soffi di vita” di Vito Sorrenti, “Leggera come piuma” di Francesca Patitucci e a “L’apparente metafisica dei sogni” di Raffaello Corti, oltre alle menzioni d’onore per “Alle radici del cuore” di Lorenzo Gabanizza, “Le canzoni afone” di Marco Maffei e “Galleria di sonetti” di Rosangela Panuccio.

Nella sezione Poesia il primo premio va a “Laga taciturna” di Nicoletta Tosti, seguita da “Anche noi scrivevamo lettere d’amore” di Marcello Tagliente e “Il mercante di parole” di Leo Nox. Tra i riconoscimenti speciali figurano “Avrei voluto scrivere di Dio” di Aurelio Zucchi, “Il lungo sonno” di Chiara Cinquepalmi e “La vita” di Elisa Tararà, mentre la menzione d’onore è per “Foglie marce” di Mara Zilio.

> La lista completa dei vincitori (file pdf)

Spazio infine alla declamazione, con una sezione italiana e una estera. Tra gli italiani vince “I ragazzi che si amano” interpretato da Giovanni Viterbo, secondo “Il soffio del vento” portato in scena da Silvia Polidori e Maurizio Fani, terzo “Controvento” di Marco Maffei. Per la sezione estera primo posto a “Un fabuleux silence” di Carolyne Cannella, secondo a “Notre amour est écrit depuis la nuit des temps” di Magali Breton e terzo a “Sous les étoiles de ton amour” di Leila Elmahi.

Nell’occasione, l’artista Icaro Farina ha donato questa sua opera (a destra) al Comune di Pasturo.

RedCult