DON STEFANO COMMENTA IL VANGELO, QUINTA DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Purtroppo non è stato letto questo versetto: “Passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme”. È durante il cammino verso Gerusalemme che Gesù pronuncia le parole “sforzatevi di entrare per la porta stretta”. La sua mente e il suo cuore sono concentrati sull’ora decisiva della sua vita. A Gerusalemme dall’alto della croce attirerà tutti a sé. Offrirà un amore completamente gratuito, esagerato, sorprendente, bellissimo. Testimonierà la sua incrollabile fede nel Padre e rivelerà a tutti la sua misericordia, la forza del suo abbraccio. Donerà la vita per darci vita vera e vita eterna. Regalerà il suo spirito consolatore e vivificante. Lui attraverserà la porta stretta della passione per farci entrare nel cuore del Padre, in un mondo nuovo di libertà, giustizia, gioia e pace.

I discepoli, che ogni giorno vogliono seguire il maestro, condividendo la sua fede, la sua carità e la sua speranza, dovranno cercare di conformarsi a lui, di prendere la sua forma, trovandosi di fronte a porte strette, passaggi impegnativi e faticosi legati proprio all’essere discepoli. “Sforzatevi di entrare” non si tratta di impegnarsi in imprese eroiche, in un impegno superiore alle nostre forze per riuscire a conquistare qualcosa. Si tratta di sforzarsi nella conversione che è comunque sempre frutto del nostro impegno e della nostra volontà accogliendo la presenza di Gesù nella nostra vita come amore trasformante, fonte di energie inattese e sorprendenti nel lasciarsi plasmare dalla sua parola. Nel suo vangelo Giovanni ricorda che Gesù si è anche definito “porta” dell’ovile. Attraverso di lui si giunge a casa, si trova rifugio, riposo, sostegno e conforto e si esce nel mondo per incontrare, accogliere, amare, soccorrere, sostenere. Attraverso di lui si entra nella vita, si esce dalla morte, si entra nel futuro di Dio e si esce dal nostro passato di morte. La condizione per entrare e uscire è “stringersi” nelle sue dimensioni, “conformarsi” a lui. È anche fondamentale ricordarci che questo avviene per libertà e per grazia, sempre. È possibile solo se noi facciamo la nostra parte consapevoli che Dio, generosamente e instancabilmente, sta facendo la sua.

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Don Stefano Colombo
Casa Paolo VI – Concenedo