BARZIO – Tavoli (con tanto di calici e piattini) separati, rigidamente, nella calura della mattinata di debutto della Sagra n. 60, a raffigurare plasticamente pure in Valsassina la visibilissima spaccatura tra le due anime del centrodestra lecchese.
Da una parte, quel che doveva essere un convegno nello spazio eventi della Comunità Montana su futuro e strategie per i territori che resistono in montagna – risoltosi in un incontro sotto un gazebo e per pochi intimi, orientati prevalentemente verso l’area di Fratelli d’Italia; dall’altra, una corposa rappresentanza di amministratori locali di quel gruppo che fa riferimento da anni al consigliere regionale ora leghista Mauro Piazza. Anche qui, all’ombra di un tendone ma per una bicchierata.
Tutta gente che, in linea teorica, dovrebbe stare “dalla stessa parte” ma che notoriamente in quel di Lecco vive separatamente e si spara addosso senza il minimo infingimento. Prova ne sia la guerra aperta – ormai annosa – sul fronte della candidatura al Comune di Lecco in vista delle elezioni del 2026.
In quel caso, Mauro Gattinoni può trovare conferme dalle immagini in questa pagina e continuare a sfregarsi le mani – sempre più conscio della propria fortuna: prima vince di una manciata di voti nel 2020 (guarda caso, favorito dalle rotture nel campo avverso), poi gli allungano di un anno il mandato causa epidemia Covid infine riecco il centrodestra che diventa se possibile vieppiù rissoso e non trova un avversario da proporgli (meglio: ne individua due o tre, andando festosamente al massacro nelle urne).
La Sagra, si sa, è da illo tempore una sorta di palcoscenico della politica locale coi suoi teatrini, bisticci, casacche che vanno e vengono ecc ecc. Assistere al taglio del nastro e alle successive scene sulla piana del fierone d’agosto consente agli osservatori delle vicende partitiche lecchesi di comprendere equilibri, strategie e tendenze.
A volte, grazie a piccoli dettagli.
Stavolta invece nel modo più plateale.
Se ce lo passate: un po’ ridicolo.
RedPol














