BINDO, DON WILLIAM GUIDA LA COMUNITÀ ALLA SCOPERTA DELL’ULTIMA CENA

CORTENOVA – A Bindo di Cortenova la Comunità Pastorale Madonna della Neve si è ritrovata attorno a una tavola speciale, preparata per la tradizionale cena ebraica proposta dal prevosto e parroco don William Abbruzzese. Un appuntamento che si è trasformato in un momento atteso e sentito, capace di unire formazione, spiritualità e fraternità. Il salone utilizzato ha accolto adulti, famiglie e giovani desiderosi di comprendere più da vicino il significato profondo dei gesti che hanno fatto da cornice all’Ultima Cena di Gesù.

La serata è iniziata con la spiegazione dei simboli posti sulla tavola: il pane azzimo, le erbe amare, l’acqua salata, il vino, gli alimenti che nella tradizione ebraica raccontano la liberazione dalla schiavitù d’Egitto. La Pasqua ebraica, infatti, è una festa che parla di passaggio e di libertà, un invito a ricordare che ogni generazione è chiamata a sentirsi parte di quella storia di riscatto. Attraverso il Sèder, la cena rituale, si ripercorrono le tappe dell’Esodo con letture, benedizioni e gesti che custodiscono una memoria millenaria.

Don William ha accompagnato i presenti in questo percorso con uno stile semplice e coinvolgente, mostrando come molti elementi della cena ebraica siano stati ripresi e trasformati da Gesù nell’Ultima Cena. Il pane spezzato, il calice condiviso, le parole pronunciate davanti ai discepoli assumono un significato nuovo: non più solo il ricordo dell’agnello immolato, ma il dono totale di Cristo, che offre se stesso come segno di un’alleanza definitiva. Anche il gesto della lavanda dei piedi, richiamato durante la spiegazione, è stato presentato come chiave per comprendere il cuore del messaggio cristiano: chi ama serve, chi guida si mette all’ultimo posto.

La cena a Bindo non ha voluto imitare un rito che appartiene alla tradizione ebraica, ma aiutare la comunità a coglierne il valore simbolico e spirituale, per vivere con maggiore consapevolezza i giorni della Settimana Santa. Il libretto utilizzato ha guidato i partecipanti attraverso parole, gesti e riflessioni, creando un clima di ascolto e di partecipazione sincera. Attorno alla tavola si è respirato un senso di unità, come se la storia antica del popolo d’Israele e la vita quotidiana della comunità si incontrassero in un’unica narrazione di fede e speranza.

G. P.