UOMINI E CAPRE/UN RACCONTO, ASPETTANDO LA MOSTRA DELLA CAPRA OROBICA



La capra, animale simbolico a cui gli uomini da sempre hanno attribuito significati agli antipodi: simbolo del Male e portatrice di vita. Non a caso nella letteratura abbondano gli esempi, più o meno illustri, ma non ci vogliamo spingere a tanto limitandoci ad alcuni racconti nostrani.

Piccole storie con la Valsassina sullo sfondo, che inevitabilmente impreziosiscono la nostra lettura.

 

IL BECCO E IL PASTORE DI PAGNONA

Riproponiamo questo racconto perché significativo. Essendo tipicamente orale, non escludiamo possano essercene anche versioni differenti.

Un pastore di Pagnona decise di recarsi alla fiera di Gravedona per vendere il maesoso becco di cui era orgoglioso proprietario. Un dispiacere per il pastore e per le sue caprette che sarebbero state private di un così possente maschio, ma inevitabile se si voleva disporre di una sommetta interessante per i bisogni della famiglia.

Il giorno della fiera il pastore si alzo di buon’ora e si incamminò lungo la Valvarrone per raggiungere il lago e quindi Gravedona. Era una giornata calda e una volta giunto alla sua meta il pastore decise di concedersi un sonnellino, anche per rigenerarsi dopo la lunga traversata. Anche il becco si addormentò docile vicino al padrone, ma dopo poco inizio ad a sentire caldo e preferì riparare nella vicina Chiesetta: quale posto migliore dell’altare per dormire?

Le donne del paese volevano parare la chiesa per la celebrazione della sera quando ecco che là, proprio vicino al crocifisso due grandi corna, inequivocabile manifestazione del maligno. Morte di paura le donne corsero alla casa del prete che, verificata l’urgenza, preferì portare con sè anche il parroco.

Giunti sulla porta delle chiesa gli ecclesiasti si facero forza e armati di gran coraggio iniziarono a recitare preghiere latine per dissolvere l’oscuro presenza. Nel mentre il pastore si alzò e non vedendo il caprone vicino a sè lo chiamo con il solito prolungato fischio. L’animale, sentendo l’inconfondibile richiamo, uscì dalla chiesa lasciando di stucco la piccola temeraria folla che ormai si era venuta a creare.

Vale di più il fischio del pastore di Pagnona che il latinorum dei saggi di Gravedona. Come dire, viva la semplicità.

 

 

 

 

 

 

 




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