PRIMALUNA/LA ”GUERRA” DELLA SETTIMANA CORTA. SI VOTA: ECCO I GENITORI-PRO



Ci rimproverano, i fautori della settimana scolastica su cinque giorni, per aver titolato "I genitori dicono no, grazie". Ecco allora la posizione di chi è per il "Sì". Piuttosto polemici e decisamente critici a proposito di una presunta "forte pressione psicologica" che gli altri genitori, quelli a favore della settimana lunga, avrebbero attuato in questi mesi sui genitori dei bambini della scuola primaria e dell’infanzia. In ogni caso, questa la presa di posizione (come sempre in forma integrale) dei supporter della settimana corta:
 

Siamo un gruppo di genitori a favore della settimana corta e ci sembra doveroso, a questo punto, far sentire anche la nostra voce e replicare alla “campagna elettorale” dei genitori a favore della settimana lunga.

Ecco alcuni punti a sostegno della nostra opinione:
•    Già il titolo “Scuola Primaria di Primaria di Primaluna: settimana corta? I genitori dicono :NO GRAZIE”… non è la verità. Dal precedente sondaggio è emerso che per le future classi prima, seconda e terza ben oltre l’80% dei genitori aveva votato a favore della settimana corta. Le classi quarta e quinta avevano abbassato la media al 62% (che è comunque sempre una maggioranza).
Quindi il “No grazie” del titolo non ci pare propriamente adeguata come risposta.
•    Nei plessi dove è stata istituita la settimana corta anche i genitori che prima avevano delle perplessità poi si sono ricreduti perché a fronte di un pomeriggio in più a scuola i bambini beneficiano di un intero week end di riposo. Questo li aiuta sensibilmente a staccare la spina e a riposarsi per la settimana successiva. I dati dimostrano inoltre che negli ultimi anni (e presumibilmente anche quest’anno se non passa la settimana corta) ci sono state molte migrazioni di iscrizioni verso i plessi di Cortenova e di Introbio mentre non è ancora successo il contrario.
•    Se non ci sono più scuole in Valsassina con la settimana lunga forse c’è anche da chiedersi il perché…probabilmente vuol dire semplicemente che è una cosa che funziona bene e tutti i plessi man mano si sono adeguati. Possibile che non possa farlo anche Primaluna? Deve essere penalizzato solo perché è l’ultimo plesso rimasto così?
•    Si sta parlando di un pomeriggio in più ! Non è giusto ipotizzare senza fondamento che possano diventare tre o quattro. La scelta dei due pomeriggi è stata concordata tra le insegnanti ed approvata dal Consiglio d’Istituto  ed è quella oggetto di votazione.
•    Per quanto concerne la mensa i costi a carico delle famiglie non aumenterebbero perché confidiamo nel fatto che i bambini mangino anche a casa propria quindi la spesa si sostiene ugualmente. La mensa non è obbligatoria ma in compenso da più tempo ai bambini per il pranzo visto che non dovrebbero affannarsi a mangiare in mezzoretta e tornare di corsa a prendere il pulmino. Il menù è sempre vario e bilanciato, studiato appositamente per i bambini.
•    Stare a casa il sabato permette ai bambini di riposare due giorni di seguito ma soprattutto permette loro di stare più tempo con i genitori (la maggior parte non lavora il sabato) potendo dedicare tranquillamente quei giorni allo sport e a hobby vari insieme a loro. Non perdiamo l’occasione di passare più tempo con i nostri figli!!!

Prima di concludere vorremmo però toglierci un sassolino dalla scarpa ed esprimere, per la prima volta, con alcune  considerazioni, il nostro disappunto in merito alla forte pressione psicologica che questi genitori a favore della settimana lunga hanno attuato in questi mesi sui genitori dei bambini della scuola primaria e dell’infanzia. Dal mese di ottobre hanno iniziato a fare volantini, propagande, comizi  e scrivere lettere firmate “quelli che credono ancora nella scuola” screditando i genitori che avevano un’opinione diversa facendoli passare come persone che non hanno a cuore il bene dei loro figli.

Sono riusciti a far annullare un sondaggio che era stato fatto nello stesso identico modo anche negli altri plessi scolastici minacciando di ricorrere alla stampa e al Tar.
E’ stata stabilita una percentuale del 75% da raggiungere per far passare la settimana corta che con ogni probabilità non si raggiungerà perché troppo alta. E’ giusto che il 25% dei genitori decida per tutti? Grazie a questa manipolazione e strumentalizzazione dell’intera faccenda andrà a finire proprio così. Scrivono la lettera della loro propaganda elettorale con toni da angioletti che dispensano buoni propositi quando sono stati i fautori di litigi e di rotture di rapporti di amicizia che duravano da anni. Ci chiediamo: NE VALEVA LA PENA?

Hanno accusato di vizi di forma un sondaggio per il semplice motivo che era scritto su carta non intestata della Scuola. Il sondaggio serviva semplicemente per raccogliere un’opinione della gente. Ciascun genitore prima di scegliere se votare per la settimana corta o lunga ha considerato le sue esigenze familiari, le sue convinzioni personali ma soprattutto ha scelto in funzione di quello che pensa possa essere il bene di suo figlio. Non doveva importare se la richiesta gli veniva fatta su carta intestata o meno. L’importante è che da questa indagine è emerso chiaramente che la maggioranza dei genitori apprezzava quest’idea. Che diritto hanno di decidere loro per il bene dei figli di queste persone?

Il concetto di fondo, come dovrebbe essere in ogni cosa, è il rispetto per le persone e per le loro opinioni. Scusate ma qui di rispetto ce n’è stato ben poco…invece di cattiveria se n’è vista tanta….
C’è stata una vera e propria presa di posizione da parte loro. Con le buone o con le cattive hanno intenzione di raggiungere il loro scopo.

Ci auguriamo di cuore che possano avere la soddisfazione di esultare al termine dello spoglio delle schede, auspichiamo però che abbiano la decenza di non essere orgogliosi e fieri di come hanno raggiunto questo risultato.

Grazie per l’attenzione.
Un gruppo di genitori

 

 

 




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