LA LETTERA/”AIUTARE GLI ANIMALI SELVATICI DURANTE L’INVERNO”



La richiesta è rivolta principalmente ai vertici del Parco Regionale della Grigna Settentrionale. Ecco il testo integrale della lettera che è stata inviata alla nostra redazione:

Gentile Direttore,
                             anche se l’età non mi consente di frequentare con
assiduità le montagne della Valsassina, come invece meriterebbero anche in
inverno, non mi faccio mancare più facili scorribande mediatiche visitando
molto spesso le immagini pubblicate sulla Sua autorevole testata giornalistica.
Ultimamente e dopo le eccezionali precipitazioni che hanno imbiancato il
territorio, ho apprezzato soprattutto le bellissime foto ambientate nei nostri
splendidi paesaggi innevati e con l’immaginazione ho fatto una passeggiata nel
Parco della Grigna Settentrionale.

Forse perché frequento persone fortemente impegnate nella difesa degli animali
ma anche perché conosco la realtà locale, ho cercato di immaginare come se la
stavano passando i molti animali selvatici che vivono nell’area protetta, forse
colti di sorpresa dall’eccessivo prolungarsi delle nevicate e dalle copiose
piogge che hanno caratterizzato il periodo. Certo la mia attenzione va anche ai
volatili o agli animali di piccola taglia come lepri e volpi, che stanno in
letargo, ma in queste circostanze a essere in maggiore difficoltà sono
certamente i mammiferi di grossa taglia. Curiosando sul sito del Parco,
infatti, si ha la conferma che cervi, caprioli e camosci hanno trovato casa da
queste parti ma non si trova alcun elemento utile al lettore, che lo informi
adeguatamente sul come vivono di questi tempi i suoi abitanti a quattro zampe e
cosa si fa per aiutarli concretamente a superare l’inverno.

Neppure si ha notizia di lanci di foraggio nelle zone più impervie in favore
delle povere bestiole che abitando all’interno di un parco, forse se lo
sarebbero pure aspettato. Magari la cosa è già avvenuta ma è perlomeno strano
che non lo si faccia sapere ai cittadini più sensibili, che così starebbero
tranquilli dentro le proprie tiepide case, senza farsi venire gli strani sensi
di colpa che assalgono gli umani quando vedono questi animaletti aggirarsi
tremanti e affamati intorno agli abitati della valle. In altre aree protette
questo tipo di aiuto avviene regolarmente tutti gli inverni ma da noi, forse,
non è avvenuto neppure in questa eccezionale circostanza. Sarebbe davvero grave
e imperdonabile se così fosse. Non si dica che non ci sono i soldi neppure per
qualche balla di fieno!!

Se davvero nessuno ci ha pensato e nulla è stato fatto, sarebbe proprio grave.
In tal caso speriamo che dopo le prossime elezioni arrivino in Comunità Montana
e soprattutto ai vertici del Parco, persone sensibili e amministratori capaci
almeno di sparpagliare, intelligentemente, sul territorio qualche balla di
fieno e non solo le solite “balle” della politica nostrana, che non macinano
più nemmeno nelle terre alte. L’inverno è ancora lungo e c’è ancora tempo per
rimediare alla poca sensibilità dimostrata, oppure agli sfortunati quadrupedi
per cercare di non morire di fame, non resterà che aguzzare l’istinto e
trasferirsi in cerca di cibo sui pendii dai quali la neve se ne va prima.
Proprio come facevano prima che nascesse il Parco della Grigna settentrionale.
Chiffadasèfapertre!!

Lettera firmata

 

 

 




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