SEGGIOVIA DA PASTURO? UNA LETTERA E IL NUOVO SONDAGGIO DI VALSASSINANEWS



Partiamo dalla nostra iniziativa, segnalando che è in corso da qualche giorno – con centinaia di voti già registrati – il sondaggio intitolato "Caos a Barzio, come risolvere i problemi?", nel quale per il momento la voce più selezionata è formalmente quella che indica la costruzione della "famosa" funivia da Pasturo (circa 37% ad oggi, domenica 2 marzo mattina). Ma il referendum può essere letto anche in senso opposto: ben oltre il 50% dei votanti infatti sceglie soluzioni diverse da quella già respinta anni fa – allora con una votazione "autentica".

E mentre nelle piazze virtuali (di Facebook) e in quelle reali di Barzio, Pasturo e non solo si sviluppa la discussione in materia, abbiamo scelto una delle lettere giunte in redazione a commento. Questa in particolare, a firma di un lecchese, punta sulla ri-valorizzazione della "Perla della Valsssina", rimpiangendo però quanto non realizzato quando (forse) si poteva. Eccone il testo, inviato all’indirizzo info@valsassinanews.com dove potete mandare le vostre opinioni su questo ed altri temi di vostro interesse:
 

Gentile Direttore,

sono un lecchese che segue con interesse il dibattito relativo al problema dei parcheggi a Barzio e comuni limitrofi delle auto delle migliaia di sciatori che affollano i Piani di Bobbio (e anche i Piani di Artavaggio) nella stagione invernale.

Premesso che era peggio dover scrivere di parcheggi vuoti e di stazioni sciistiche in difficoltà, credo che una buona maggioranza dei barziesi si sia finalmente convinta che la scelta di non portare a valle la partenza della funivia sia stata tutt’altro che illuminata.

Ho avuto occasione di parlare con alcuni dei commercianti che si affacciano sulla piazza di Barzio e ho raccolto solo lamentele sulla situazione attuale.

C’è anche chi rimpiange i fondi che sarebbero serviti per l’opera e che, stante l’esito di quello sciagurato (per alcuni) referendum, sono stati dirottati su altre stazioni sciistiche che ne hanno beneficiato.

Portare la base di partenza della funivia in località Cantaliberti (mantenendo ovviamente una stazione intermedia a Barzio) non avrebbe significato, come molti ancora oggi pensano, privare Barzio di un valore per trasferirlo a Introbio o Pasturo.

Avrebbe significato, al contrario, valorizzare ancor più un comune – e un’intera area geografica –  che negli anni sessanta si era meritato l’appellativo di “perla della Valsassina”, laddove il turismo valsassinese era nato e cresciuto alla luce anche di grandi nomi dell’industria lecchese e milanese.

I barziesi hanno a pochi chilometri un esempio eclatante: la tangenziale di Introbio, infatti, ha determinato non un declino bensì uno sviluppo “sostenibile” (come è di moda dire adesso) del paese.

Invece, durante la stagione sciistica, Barzio nei fine settimana è off-limits, anche per chi, non appassionato di sci, vorrebbe farci un giro, bere qualcosa, guardare le vetrine dei negozi.

Ormai i tempi buoni, però, sono passati e con loro i soldi che avrebbero consentito di poter fare scelte.

Ma se questo può essere un “sollievo” per chi al referendum voterebbe come la prima volta, per tutti gli altri (e sono convinto siano la stragrande maggioranza) è solo un altro passo verso il declino.

E rischiare di “declinare” pur avendo migliaia di persone che arrivano sul territorio, mi creda direttore, non è un grande traguardo per Barzio e per la Valsassina.

[Lettera firmata]

 

 

 




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