CM/DIBATTITO APERTO: ”ALLA PRESIDENZA UN SINDACO VERO, NON MONOLISTA”



La domanda è retorica e il destinatario è facile da individuare: trattasi di Marisa Fondra. Indicata da radio-presidenza quale potenziale candidata "gradita al centrodestra" al momento del voto per la poltrona di Pratobuscante. Ecco che, in vista di quella elezione (probabilmente verso autunno 2014), già si discute animatamente. E dopo le voci intorno alla sindaca (riconfermata) di Casargo, adesso rimbomba il nome, appunto, della collega di Taceno.

La lettera che pubblichiamo esclude l’opportunità di vedere vincente quest’ultima (così come gli altri borgomastri confermati "in solitaria" nei rispettivi paesi, ma anche, par di capire, quello di Pasturo).
Ecco perché:

Il nuovo presidente della CM Valsassina sia un vero sindaco
votato dalla gente della Valle e non un miracolato "monolista"

Caro Direttore,

                   come da Lei già annunciato nella rubrica politica della sempre ben informata ValsassinaNews, sono già iniziati i giochi ma anche i giochetti di chi vorrebbe portare alla presidenza della CM il candidato preferito. Politicamente parlando. Va subito detto che è destituita da ogni speranza di successo la manfrina messa in scena dai sindaci di una decina di piccoli comuni (Taceno, Morterone,Cassina, Moggio, i quattro in Valvarrone, ecc.) che, politicamente parlando, si sono attaccati al classico ramo secco e valgono la decima parte del comune di Colico, il più popoloso della CM.

Sono gli "emuli" di NCD che in Europa hanno rimediato una figuretta da farli impallidire per il prossimo quarto di secolo e in Valsassina, con il loro pretenzioso ma inconcludente voto “strutturato”, hanno portato a casa solo un misero 5° posto nella classifica elettorale, fra i peggiori piazzati. Le loro spuntate pretese di piazzare un proprio adepto, uomo o donna che sia, alla guida di Fornace Merlo sono pertanto destinate a procurargli solo altre profonde ferite e cocenti delusioni. Si attaccheranno dove possono in cerca di un posto al sole, a costo di sentirsi dire che non ne hanno diritto, essendo stati snobbati anche dall’elettorato di montagna. Non se lo scordino mai!

Fino a prova contraria la rappresentanza politica spetta a chi vince le elezioni e questa tornata, piaccia o no, ha registrato il chiaro successo del PD valligiano, che deve aver fatto tesoro delle staffilate ricevute anche da queste pagine, l’anno passato. I piccoli di NCD, invece, rappresentano solo un mediocre sistema “non ponderato” che sfocerebbe in una non rappresentanza del territorio ma che, lo stesso, vorrebbero imporre nell’assemblea comunitaria. Una perdita di tempo la loro, dal peso specifico uguale a zero. Il presidente della CM della Valle, infatti, deve essere il sindaco di un comune significativo e ben caratterizzato politicamente che ha portato voti guadagnati sul campo, confrontandosi con gli avversari, non un sindaco “monolista” che si sfrega le mani per la botta di "fortuna" che gli è capitata fra capo e collo ma porta in dote solo una troppo facile e minuscola rendita di posizione. Peso specifico, uguale a zero.

Soprattutto questi ultimi, i monolista di ultima generazione, non accampino dunque pretese di vertice che, politicamente, proprio non gli spetta: per questo giro si accontentino di fare i portatori d’acqua,  che il loro scranno in comune e il conseguente immeritato posticino in CM, son già grasso che cola e si ricordino che il troppo, stroppia. Se le CM continueranno a esistere, allora, bisogna far presto e metterle subito in condizione di operare sul territorio già nelle prossime settimane, senza consentire a queste manfrine da prima repubblica di ingessare l’Ente comunitario fino al prossimo autunno. Altre CM a noi vicine, dopo il voto del 25 maggio, sono già pronte a lavorare.

Se si è convinti che la nostra CM non può essere l’espressione di un partitello che arriva quinto anche in Valsassina, è cosa buona, bisogna però lasciar fuori dalla stanza dei bottoni anche qualche altro sindaco di democristiana memoria che ora studia da primo cittadino della Valle, per poter diventare d’un botto anche presidente di quel Parco della Grigna Settentrionale la cui nascita ha sempre osteggiato, nelle sedi istituzionali ma anche nei programmi elettorali di casa sua. Troppo comodo ora passare all’incasso del futuro sito UNESCO, quando si è sempre cercato di mettergli i bastoni tra le ruote, per mero calcolo personale o miopia persistente.

E allora vinca il migliore! In attesa del nuovo sistema elettorale, che superi l’evidente contraddizione che attualmente vede la rappresentanza del sindaco di un grande comune pesare come il primo cittadino di una realtà di poche decine di persone, si individui in fretta il nuovo regista dell’Ente montano, lasciandosi definitivamente alle spalle la grigia e anonima attuale gestione, che sarà ricordata solo per le sue grandi e colpose incertezze anche nell’ordinaria amministrazione. Il sistema una testa un voto, non regge più e ostacola non poco il governo della Cosa pubblica. Che il nuovo presidente sappia portare alla Fornace proposte chiare, politicamente forti e condivise ma anche aria nuova. Se poi l’aria è anche fresca come quella che si respira in Alta Valsassina, perché no, anzi ben venga.

Come si diceva, uomo o donna che sia.

Il Lasco

 

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