ANCHE TACENO DICE UFFICIALMENTE ADDIO ALL’UNIONE DEI COMUNI



“E’ impensabile che Comuni della nostra dimensione possano operare come singola entità così come non si può pensare di non condividere politiche, scelte e percorsi” ha detto il primo cittadino tacense esponendo la proposta di recesso “è per quello soltanto dieci mesi fa abbiamo votato l’adesione all’Unione, perché condividevamo l’obiettivo di riorganizzare alcuni servizi, costituendo uffici unici per aree funzionali (ragioneria, tributi, ufficio tecnico, servizi alla persona, polizia locale) ma purtroppo, pur consci della necessità di un cambiamento radicale, non si è riusciti ad avviare il processo di riorganizzazione” ha detto la Fondra.

I servizi o funzioni che ad oggi svolge l’Unione dei Comuni sono quelli dell’assistenza e servizi alla persona, trasporto scolastico, servizio mensa, assistenza scolastica, polizia municipale e amministrativa locale, Suap, servizi ambientali, illuminazione pubblica, sistema informatico. Tutti questi servizi hanno un costo di funzionamento complessivo di 500.000 euro annui, perché l’ente conta su un organico di otto persone a tempo pieno e part time, oltre ad un tecnico esterno e un segretario comunale.

La spesa complessiva del personale nel 2013 è stata di 410.000 euro (quasi 50 euro per abitante dei 6 Comuni), spesa che va a sommarsi a quella che i singoli comuni devono già affrontare per i loro dipendenti. Poi, ha spiegato Fondra, “i servizi svolti per i comuni sono differenti da Comune a Comune, e i criteri di ripartizione dei costi non sempre sono proporzionati all’effettivo funzionamento, perché alcuni vengono calcolati in base al numero di abitanti, altri usando altri criteri” Il sindaco ha poi puntato il dito sul trattamento differente che esiste a livello di pressione fiscale tra i diversi comuni dell’unione, con aliquote diverse in ogni singolo paese e criteri non concordati per l’applicazione di percentuali per la Tarsu e le addizionali.

Dopo l’esposizione, il primo cittadino ha confessato che la scelta di chiedere l’uscita dell’Unione è stata dettata dalla scadenza imposta nel regolamento dell’unione stessa, perché lei avrebbe preferito poter lavorare con i sindaci di Cortenova, Primaluna, Pasturo e Parlasco (Introbio ormai la sua decisione l’aveva preso da tempo) per trovare una scelta unitaria, ma visto l’imminente uscita, si è dichiarata disponibile a lavorare su soluzioni unitarie nei prossimi tre mesi.

Prima del voto definitivo, Fondra ha espresso la volontà di cercare di salvaguardare gli interessi della comunità che rappresenta, soprattutto in un periodo di crisi economica come quello attuale e a tale riguardo si è detta disponibile a partecipare nelle gestioni associate, ma soltanto se ci saranno “politiche condivise sia in termini di obiettivi che di gestione, nell’ottica di un effettivo miglioramento della qualità dei servizi, diversamente ci pensi lo Stato” ha aggiunto.

 

 

 




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