PROGETTO PASTURS: WWF E CAI PER LA CONVIVENZA CON I GRANDI PREDATORI



BARZIO – Mercoledì 16 novembre, nella sala conferenze della Comunità Montana Valsassina, un incontro sul Progetto Pasturs, un progetto attivo in Lombardia da sette anni con la collaborazione e il coinvolgimento degli allevatori delle Orobie, finalizzato alla prevenzione dei danni da grandi predatori e per la convivenza tra ambiente ed economia di montagna.

Relatrici della serata, tutta “in rosa”, Chiara Crotti, tra le promotrici del progetto Pasturs, Anna Albertinelli, allevatrice a Castione della Presolana nella splendida Alpe Zò, e Gloria Sigismondi, educatrice ambientale del Wwf Bergamo Brescia. La serata è stata introdotta da Lello Bonelli, Presidente Wwf Lecco, che ha voluto ringraziare gli enti patrocinanti (Provincia di Lecco e Parco della Grigna Settentrionale) e il Cai, coorganizzatore dell’evento, presente con il Presidente regionale Emilio Aldeghi e il Presidente del Cai Lecco Adriana Baruffini.

Il Cai è anche supporter del progetto Life WolfAlps, finalizzato a favorire la coesistenza fra lupo e attività umane a livello di popolazione alpina.

Attori del progetto Pasturs, oltre agli allevatori delle Orobie, sono giovani volontari maggiorenni che, adeguatamente formati, vivono per un periodo negli alpeggi con gli allevatori stessi, per aiutarli ad adottare misure efficaci di protezione delle greggi, quali ad esempio la sorveglianza diretta delle greggi, l’utilizzo dei cani da protezione del bestiame, l’installazione di recinzioni elettrificate mobili.

Le splendide immagini degli alpeggi bergamaschi coinvolti nel progetto sono state protagoniste della prima parte della serata, commentate da Chiara Crotti, che ha illustrato l’esperienza di anni di lavoro congiunto tra realtà con interessi e finalità a volte non facili da conciliare, ma impegnate in uno sforzo collaborativo per affrontare una problematica, e una sfida, che è quella del ritorno del lupo sulle Alpi, ricercando insieme soluzioni praticabili e condivise.

Anna Albertinelli ha portato la sua esperienza sul campo, raccontando le difficoltà quotidiane del lavoro della sua famiglia di allevatori di ovini e le soluzioni, adottate con successo, per la salvaguardia della sua attività dai rischi di predazione dei grandi carnivori.

Gloria Sigismondi ha infine posto l’accento sul tema educativo e formativo delle centinaia di volontari che hanno partecipato al Progetto Pasturs, all’incontro e allo scambio culturale tra i giovani e i pastori, per contribuire a valorizzare e tutelare il territorio montano e le attività di chi, dall’attività zootecnica, trae il proprio lavoro e il proprio sostentamento economico.

A chiudere la serata un interessante dibattito tra i partecipanti, dove è emersa la volontà di riproporre il tema, cercando di coinvolgere anche gli Enti pubblici e i rappresentanti delle categorie economiche interessate, per preparare il terreno per un possibile ampliamento del Progetto Pasturs anche alle Orobie lecchesi.

 

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