QUEL PUNTINO LUMINOSO SULLA GRIGNA VIETATA SCATENA I LETTORI: “PIRLA!”

GRIGNA SETTENTRIONALE – Un semplice puntino luminoso sotto la cima del Grignone, intravisto all’alba, è bastato per far saltare i nervi a più di un lettore, già scottato dai recenti episodi legati al rischio valanghe in zona.

“Bisognerebbe emettere un Wanted per quello/a che stamattina, io l’ho visto prima delle sette, con una pila, che è quel puntino che si vede nelle due foto appena sotto la cima del Grignone – ci scrive un lettore – per dargli almeno del pirla, fregandosene del pericolo più volte annunciato e della concreta possibilità di far rischiare, ad eventuali soccorritori, gli stessi pericoli ??”.

Uno sfogo (condiviso anche da altri nostri lettori) che arriva a pochissimi giorni dalla valanga sul versante della Grigna Settentrionale, in territorio di Pasturo, che aveva fatto scattare l’allarme con luci frontali viste in zona, elisoccorso in volo e tecnici del Soccorso alpino impegnati a verificare l’eventuale coinvolgimento di persone. In quell’occasione, dopo accurate ricognizioni aeree e a terra, era stato escluso il coinvolgimento di escursionisti, ma l’episodio aveva confermato quanto sia delicato in questi giorni l’equilibrio del manto nevoso.

Il Comune di Pasturo, proprio sulla scorta di quella slavina e delle nevicate che hanno portato fino a una cinquantina di centimetri di neve fresca sopra i 2.000 metri, ha diffuso un avviso specifico di pericolo valanghe per la Grigna e la Bassa Via (Resinelli – Pialeral – San Calimero), invitando a evitare i percorsi innevati più esposti. Un richiamo alla prudenza rivolto esplicitamente agli escursionisti, che in queste condizioni dovrebbero limitare al massimo gli spostamenti in aree critiche e muoversi solo con adeguata preparazione e attrezzatura.

In questo contesto si inserisce anche la scelta dei gestori del rifugio Brioschi di tenere chiusa la struttura nel fine settimana successivo alla grande valanga del 29 gennaio, proprio per motivi di sicurezza legati all’instabilità del versante sud-est della montagna. L’analisi tecnica ha evidenziato accumuli pericolosi e lastroni su strati deboli del manto nevoso, con la raccomandazione di seguire fedelmente il tracciato della via invernale e di evitare tagli e varianti, in particolare verso il canalino di sinistra, noto punto di scarico delle slavine.

Alla luce di tutto questo, quella pila solitaria che brilla sotto la cima all’alba non è solo motivo di irritazione “morale”, ma viene percepita da chi conosce la montagna come un gesto superficiale che può avere conseguenze serie. Ogni uscita fuori traccia o in fasce orarie critiche, in questi giorni, significa aumentare il rischio per sé stessi e per chi eventualmente dovesse intervenire in soccorso, trasformando un “puntino luminoso” in un potenziale caso di emergenza.

RedCro