SCUOLA, ICS UNICO IN VALLE: DIBATTITO INTENSO, NON SENZA POLEMICHE

BARZIO – Serata di confronto acceso, quella di mercoledì in Comunità Montana, dedicata al comprensorio scolastico unico. Un appuntamento che ha visto un dibattito molto partecipato, il cui inizio è stato alquanto tecnico: i proponenti hanno lasciato al provveditore il compito di illustrare e sbrogliare la matassa di tecnicismi legati al percorso che verrà avviato. Complesso seguirne la spiegazione tra sigle, ruoli, compiti e procedimenti; l’uso del “burocratese scolastico” ha quasi anestetizzato i numerosi partecipanti  rendendoli “sordi” alle questioni reali.

Passando al confronto vero e proprio, emerge come le amministrazioni si siano mosse senza nascondere i propri passi, puntando a riunire la Valsassina in un unico comprensorio a causa dello spopolamento e della difficile gestione, in assenza di un dirigente assegnato che possa fare da intermediario tra scuola e Comuni. Difatti, il consigliere provinciale delegato Antonio Pasquini ha dichiarato: “Dobbiamo trovare tre o quattro riferimenti che si confrontano con il dirigente scolastico”.

Quando sono state sollevate le difficoltà concrete dei docenti — come far quadrare i bilanci, creare sinergia interna e gestire criticità pratiche come il giro di supplenze o il fatto che un professore di Premana debba coprire una cattedra a Cremeno —, il sindaco di quest’ultimo paese Pier Luigi Invernizzi ha definito la questione specifica “un piccolo inconveniente amministrativo”.  Durante la serata è stato affermato che “non si tratta di una fusione, ma della creazione di un nuovo comprensorio”. Sicuramente un ICS unico porterebbe a una gestione centralizzata dei plessi, con una regia unica dietro agli interventi e la possibilità di intercettare i fondi necessari per sviluppare in Valsassina ciò che per anni è stato trascurato. Questo, però, funzionerà al meglio a patto che un dirigente scelga effettivamente il futuro comprensorio.

Sarebbe una soluzione efficace per contrastare il calo demografico, è stato detto. Sono molti i fattori su cui i Comuni possono lavorare per invogliare le persone a non abbandonare la Valsassina, non solo la presenza di un comprensorio scolastico soprattutto in un momento in cui, analizzando i singoli paesi, trovare una casa in affitto è un’impresa che richiede un colpo di fortuna, e non è garantita a tutta la Valle una connessione internet stabile e veloce, fondamentale per il telelavoro.

Tornando alla serata in C.M., non sono mancate le (ennesime) polemiche sollevate in particolare da Premana – notoriamente contraria all’istituto unico. Si sapeva che a suo tempo sindaca e amministrazione avevano insistito per riferirsi a Bellano, ma la soluzione “valsassinese” sembrava essere stata alla fine accettata, magari senza grande entusiasmo. Ieri sera però le perplessità (eufemismo) sono tornate in primo piano e se pure alla fine il progetto è parso in qualche modo “digerito” da tutti, la prima cittadina premanese Elide Codega ha confermato la sfida lanciata dal vicino Pasquini (fautore dell’ICS unico) che ha parlato di una classe politica che avrà “fallito” se non si riuscirà ad avere il famoso dirigente scolastico effettivo.

RedScuo

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