CASERE DI MAGGIO. LEGAMBIENTE PROPONE L’ECOMUSEO DEL FORMAGGIO



Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Pierfranco Mastalli, presidente di Legambiente Lecco. In sostanza si dice se Casere era il luogo delle casere, perché andarlo a cementare se si può valorizzarlo anche in chiave turistica con un ecomuseo legato propriamente alla storia e alla produzione del formaggio?

Ecco lì buttata sul tavolo una proposta che farà discutere sul destino della zona, così travagliata da essere, ora, sotto la lente d’ingrandimento di organi di giustizia. Legambiente riflette sul fatto che: "Il territorio della Valsassina, vocato a diventare la culla dell’Ecomuseo, è un paesaggio dove la componente naturale è stata  plasmata dalla paziente e testarda maestria delle genti del luogo che in secoli di convivenza ha stabilito un tacito accordo con le forze e le prerogative dell’ambiente circostante".

Detto questo il futuro delle Casere dovrebbe essere legato a una visione che abbraccia tutta la Valsassina: "…dobbiamo cogliere l’occasione del dibattito che si è aperto riguardo al destino delle Casere di Maggio, per una riflessione decisiva: continuare nella logica della cementificazione di aree ambientalmente e paesaggisticamente importanti per nuovi centri residenziali o intraprendere iniziative che sviluppino le tradizionali attività lattiero casearie in interventi di sostegno all’agricoltura di montagna, all’allevamento e al turismo sostenibile?
E’ innegabile che la centralità di questa proposta si basa sul valore simbolico e funzionale della “casera” che corre il rischio di rimanere “ricordata” solo nel toponimo e nei cartelli segnaletici lungo le strade valsassinesi. Non pensiamo ad un concetto limitato a conservare dentro strutture dedicate oggetti e descrizioni di un passato che non c’è più ( memoria nostalgica) ma una iniziativa che dia visibilità e sostegno alle attività del settore che ancora oggi funzionano".

Ecco il testo integrale della proposta Mastalli

CASERE DI MAGGIO. LEGAMBIENTE PROPONE <br>L'ECOMUSEO DEL FORMAGGIO"Il progetto Ecomuseo del formaggio in Valsassina deve proporre quindi un percorso di sviluppo locale basato sulla partecipazione diretta della popolazione alla tutela attiva del proprio patrimonio materiale e immateriale.
Nel territorio della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Esino e Riviera, il cui Ente potrebbe svolgere il ruolo istituzionale,  le attività dell’ecomuseo saranno indirizzate ad intrecciare la memoria degli abitanti a quella dei luoghi di cui sono artefici e testimoni.
Alternando ricerca e azione, i protagonisti dell’ecomuseo possono recuperare il senso della riconoscenza: una competenza nel leggere il paesaggio dove si trovano a vivere e un esercizio attraverso il quale riacquistano la facoltà di continuarlo con coerenza nel proprio tempo.
E’ un percorso che può generare nuovi rapporti di fiducia tra le persone, nuove relazioni funzionali tra le loro attività e le risorse reali del territorio, nuove forme responsabili di produzione e di consumo.

SULLE STRADE DEI FORMAGGI
Per esempio in Valsassina ogni taleggio  inizia il suo percorso sui pascoli di montagna della Val Biandino: è solo qui che le mucche trovano un particolare mélange di erbe aromatiche e piante che conferiscono a questo formaggio un gusto inimitabile e un carattere eccezionale, autentico prodotto tipico del suo territorio.
Il paesaggio agricolo non è un quadro, ma il risultato del lavoro di generazioni di abitanti. Lo possiamo ammirare da lontano, ma siamo in grado di capirlo solo superando la cornice oltre la quale siamo abituati a vederlo.
Non è facile abbandonare le rassicuranti immagini virtuali che sempre più pervadono e deformano la nostra percezione della realtà, ma entrare nel paesaggio è l’unica strada per recuperare la consapevolezza di avere un corpo e cinque sensi, un luogo e un territorio.
Le strade dei formaggi sono percorsi di ri-abilitazione e ri-conoscenza, lungo i quali torniamo in possesso di funzioni dimenticate e competenze troppo a lungo delegate ai tecnici, agli esperti, agli specialisti.
Gli abitanti-produttori di formaggi a latte crudo sono gli eredi e i protagonisti di un mondo in equilibrio fra natura e cultura.

Pierfranco Mastalli
– Presidente Legambiente Lecco

E’ una proposta già cullata negli anni e oggi emersa a seguito della polemica sullo stato di abbandono e sulle intenzioni speculative sugli edifici e sull’area delle casere in località CASERE  di CREMENO
LECCO 05/03/2014"

 

 




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