PREMANA – La dottoressa Laura Rinaldi, medico di base a Premana da ben 28 anni, ha deciso di rispondere in modo chiaro e diretto alle voci (incontrollate) che negli ultimi giorni circolano sul suo conto. Voci di un possibile addio all’ambulatorio, di un imminente pensionamento o di un trasferimento – che stanno causando apprensione e tanta incertezza nel paese. Per chiarire ogni dubbio, la dottoressa ha affisso due cartelli, ben visibili sulla porta e sulla bacheca dell’ambulatorio medico comunale. Il messaggio riportato è inequivocabile: “NON intendo lasciare il paese, non vado in pensione e… non penserei di morire (almeno a breve)”
Firmato Rinaldi.
Cartelli di smentita a Premana
La decisione di affiggere questa comunicazione origina dalla volontà di rassicurare i suoi pazienti e l’intera comunità di Premana, esasperata da settimane di rumors e allarmismi, culminati persino in commenti sui social che davano la il medico in partenza, con la “valigetta pronta”.
In realtà, la dottoressa Rinaldi sottolinea con fermezza che mai ha pensato, né detto, di lasciare il suo incarico. “Ci sono manifestazioni di solidarietà, lacrime e richieste continue. Qualcuno sostiene che io abbia quasi ‘finito di far soldi’, perciò ho scritto un bel cartello in stampatello grassetto — più chiaro di così…” conferma, al termine di una intensa intervista concessa a Valsassinanews.
La situazione nel Comune e l’unicità del ruolo
Rinaldi, originaria della Valtellina, è l’unica titolare da Taceno in su, punto di riferimento per tantissimi pazienti. “Mai pensato di trasferirmi. Anche se basterebbe una telefonata a qualsiasi altra ASL per trovare sede altrove — ma non mi passa assolutamente per la testa, alla faccia di chi lo sostiene,” ribadisce. Le voci di una possibile volontà del Comune di riorganizzare il servizio, magari con un trasferimento a Introbio, vengono citate come ulteriore elemento che genera confusione, ma lei ribadisce con forza la sua risolutezza e l’attaccamento alla comunità.
Un messaggio di chiarezza
I cartelli affissi dal medico sono quindi molto più di una semplice risposta: sono una presa di posizione netta contro il malinteso e il “chiacchiericcio” che rischia di minare la fiducia tra il medico e i suoi assistiti. “Qui all’ambulatorio chiamano, chiedono ‘ci sei o non ci sei?’… E io ci sono. Non vado via, non vado in pensione,” conclude Rinaldi.
RedPre










