LETTERA: “CICLOPEDONALE LECCO-ABBADIA, PIÙ UTILE LA TACENO-BELLANO”

TACENO – La notizia della posa della prima pietra della ciclopedonale Lecco–Abbadia ha suscitato entusiasmo: un’opera attesa da anni, dal valore complessivo di oltre 32 milioni di euro, che promette di ridisegnare la mobilità dolce sul ramo lecchese del Lario. Un investimento importante, accolto con favore da molti.

Eppure, dalla Valle arriva anche una voce critica. Un lettore di Taceno, pur riconoscendo la portata dell’intervento, solleva un interrogativo che da decenni accompagna la quotidianità degli automobilisti valsassinesi: “e la SP62 tra Taceno e Bellano?”

Secondo il lettore, quel tratto rimane “pericoloso e disastroso”, un nodo viabilistico che da cinquant’anni si discute di allargare o sostituire con una galleria almeno fino alla località Portone. Un progetto sempre evocato, mai realizzato, e che comporterebbe costi e chiusure significativi ma – a suo dire – necessari.

La domanda è diretta: “non sarebbe stato più utile e urgente programmare finalmente questo intervento? Dove sono – chiede – Comunità Montana, Provincia e i sindaci della Valle, di fronte a un’opera strategica anche in caso di chiusura della nuova Lecco–Ballabio?”

Un richiamo che riporta al centro del dibattito un tema ricorrente: la sicurezza e la funzionalità delle vie di collegamento della Valsassina, fondamentali non solo per residenti e pendolari, ma per l’intero sistema turistico e produttivo del territorio.

RedCro